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Record della riforma Fornero: a Cosenza ridotti del 70% i pensionamenti

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Nella scuola, infatti, questa operazione è già in atto grazie alle conseguenze della riforma Fornero, che impedisce l’assunzione dei precari e stringe la cinghia del turn-over. Da ipotizzare in questo contesto anche il possibile blocco dei contratti degli statali (personale della scuola compreso).
Gli effetti di queste politiche di tagli sono evidenti se si confrontano i dati degli aventi diritto al voto nelle elezioni RSU del 2006 e 2012, infatti, si scopre che sono scomparsi 200.000 posti di lavoro nella scuola, sulla pelle soprattutto dei docenti precari.
Tagli che hanno determinato la riduzione di 4000 scuole autonome in quattro anni scolastici con conseguente riduzione unitaria di posti in organico per dirigenti, Dsga e ata e contrazione degli organici del personale e creazione di soprannumerari, l’eliminazione delle compresenze, l’innalzamento progressivo di un punto percentuale del rapporto tra alunni e docenti, il ritorno al maestro unico e la cancellazione dell’insegnante specialistico di lingua inglese nella primaria, la riduzione di 1/3 dell’organico Ata, lo sbarramento al 70% dell’organico di diritto per il sostegno e soprattutto la diminuzione dei pensionamenti per effetto della riforma Fornero.
A tal proposito in Calabria nelle cinque province si evidenzia la seguente riduzione di pensionamenti tra gli ultimi due anni scolastici:
Catanzaro da 280 a 115,
Cosenza da 725 a 216,
Crotone da 184 a 62,
Reggio Calabria da 388 a 173,
Vibo Valentia da 130 a 63.
Da notare la provincia di Cosenza che riduce i pensionamenti di 509 unità da un livello di partenza di 725 dell’anno precedente, con una riduzione percentuale pari a oltre il 70%. Un vero e proprio record della riforma Fornero.