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Aggiornato il 13.09.2025
alle 09:29

Registro elettronico, più dannoso che utile: per gli esperti aumenta i conflitti tra docenti e famiglie, per gli alunni un doppio controllo che blocca

In questi giorni partono le lezioni scolastiche in tutte le regioni d’Italia e i docenti tornano a gestire il registro di classe, che con l’approvazione della Legge n. 135 del 2012 è diventato di tipo elettronico. Il registro on line, che è anche atto amministrativo a tutti gli effetti, come lo era quello cartaceo, contiene diversi vantaggi, a partire dal controllo real time degli elementi principali della classe e dei singoli alunni in tempo reale: presenze, valutazioni, comunicazioni, compiti da svolgere, giustificazioni, note disciplinari e via dicendo. Tuttavia, c’è chi intravede nel suo utilizzo un eccesso di trasparenza che alla lunga potrebbe rivelarsi addirittura un boomerang. Soprattutto per l’uso “distorto” che ne fanno le famiglie.

Tra questi, c’è il pedagogista Daniele Novara, autore di diversi libri e fondatore e direttore del Cpp, Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, argomento anche di un convegno che si svolgerà l’8 novembre al teatro Politeama di Piacenza: intervistato il 12 settembre da Adnokronos, Novara ha affrontato diversi temi, definendo il registro fruibile on line “un indubbio elemento di malessere, uno strumento che, invece di rivolgersi direttamente agli alunni, finisce con il comunicare ai genitori”.

“Il registro elettronico – ha detto il pedagogista, fautore dell’abolizione dei voti con il docente regista non protagonista – produce una forma di accanimento familiare che non porta a niente di positivo. Spero che si torni a un atteggiamento di alleanza educativa con i genitori che non consiste in un doppio controllo sulla frequenza scolastica dei figli, ma che può essere solo una costruzione di impegni diversificati”.

Quella che risulta spesso foriera di proteste da parte dei genitori è la possibilità per le famiglie di venere a conoscenza delle valutazioni dei figli a ridosso, anche pochi secondi dopo, del loro inserimento nel registro collegato ad Internet. E questa rappresenta una possibilità che anche secondo lo psicoterapeuta Raffaele Morelli diventa spunto di conflitti.

“Il registro elettronico è una vera follia — ha detto Morelli a Repubblica all’inizio del passato anno scolastico -: i ragazzi non possono più bigiare, marinare le lezioni, assumendosene la responsabilità. I suicidi sono aumentati del 500% e gli atti di autolesionismo sono in crescita. Ma che i genitori partecipino a tutto questo è gravissimo”. Addirittura, secondo Morelli, a forza di proteggere i figli e sostenerli per farli primeggiare li “stiamo trasformando in pupazzi”.

Anche lo psichiatra Paolo Crepet spende parole di condanna: “Il registro elettronico è la più grande boiata che abbiano mai potuto inventare”, perché, ha detto sempre al quotidiano romano, “la diavoleria introdotta alcuni anni fa ha privato gli alunni di sbagliare, togliendo loro qualsiasi autonomia. E rendendoli sempre più fragili”.

Lo psichiatra ritiene che l’attuale generazione di genitori sia la “peggiore della storia: accondiscendenti, senza carisma”. Pronti a difendere i figli-alunni a spada tratta, appena scorgono un voto dal registro colorato di rosso.

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