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Regno Unito, cambio di rotta delle disposizioni anticontagio nelle scuole. Via a mascherina e distanziamento graduale

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L’esecutivo locale, in relazione ai tassi di rischio epidemiologico emessi quotidianamente dai Ministeri competenti e dai Dipartimenti per la salute, sta provvedendo ad aggiornare le regole che ragazzi, ragazze e insegnanti debbono osservare per restare al sicuro, compatibilmente con l’endemia, da eventuali contagi. La testata BBC offre un quadro complessivo attraverso le consuete FAQ governative, con il quale studenti e famiglie possono orientarsi in merito alle tonnellate di burocrazia, tamponi antigienici, quarantene e isolamenti fiduciari. La nuova fase pandemica, in ogni caso, vede una significativa e decisa risposta da parte di alcuni esecutivi europei, che allentano le restrizioni consapevoli della bassa mortalità indotta dalle nuove varianti virali, mentre altri restano fermi nelle proprie posizioni, che occasionalmente e timidamente sono soggette a revisione. Dunque, cosa debbono aspettarsi gli studenti e gli insegnanti britannici? Facciamo un po’ di chiarezza.

Come cambiano le norme generali anticontagio all’interno dei plessi: addio a test e mascherine

A seguito della nuova fase epidemiologica, il governo britannico lanciò il Freedom Day lo scorso 19 luglio, in modo tale da ricondurre la popolazione ad uno stile di vita normale, non più caratterizzato da mascherine, distanziamento e obblighi. Tale misura, in ogni caso, non ha riguardato gli edifici pubblici, tra cui ospedali, scuole e università: presso queste realtà, indipendentemente dalle norme applicate all’esterno, si rivelava necessario osservare le disposizioni consuete anticontagio. Attualmente, negli istituti di formazione generici e nelle scuole di ogni ordine e grado si sta provvedendo ad eliminare l’utilizzo di mascherine, test antigienici ripetuti settimanalmente ed autoisolamento nel caso spiacevole in cui questi ultimi si rivelassero positivi. Persistono, in ogni caso, alcune nazioni britanniche che intendono provvedere ad un ritorno alla normalità esclusivamente graduale; tra queste figurano Wales, Scozia e Irlanda del Nord, che richiedono comunque e a livello gratuito, l’effettuazione di 2 e 3 (solo per il Wales) test FLT validi per la ricerca del Sars – CoV – 2. I Dipartimenti per l’Istruzione dell’Irlanda del Nord, almeno al momento, obbligano gli studenti della formazione post-secondaria ad indossare la mascherina fino a nuovo avviso, date le recenti impennate dei contagi nell’area.

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Le nuove misure relative alla quarantena: i quesiti delle famiglie per l’isolamento “consigliato”

Successivamente al 24 febbraio scorso, data spartiacque in merito alla gestione sanitaria dell’emergenza, i cittadini anglosassoni non avranno più l’obbligo legale di sottoporsi all’autoisolamento neanche se positivi al Sars – CoV – 2. In ogni caso, nonostante le misure intraprese di recente, le autorità locali raccomandano di isolarsi se si risultasse positivi: per studenti, studentesse, insegnanti e personale scolastico si consiglia vivamente di restare a casa per evitare di entrare in contatto con altri. I cittadini invece della Scozia, del Galles e del Wales, per via delle politiche che perseguono enunciate sopra, obbligano legalmente chiunque risulti positivo all’autoisolamento entro le mura domestiche o in albergo, per i turisti locali o stranieri, impossibilitati ad utilizzare il trasporto pubblico se sprovvisti di mezzo privato. I minori di anni 18, si legge sui comunicati ufficiali, non devono sottoporsi all’isolamento se non persistono sintomi, anche se un familiare è affetto da COVID-19; lo stesso vale per le classi ove si sono registrati alunni o insegnanti positivi. E’ raccomandato, ma non obbligatorio, di eseguire test una volta a settimana per i bambini di età eguale o superiore ai 5 anni che convivono con un soggetto risultato positivo. Per le vaccinazioni anti-COVID-19 agli studenti di età compresa tra i cinque e gli undici anni, l’esecutivo le raccomanda, pur facendo presente che il dosaggio sia più basso e che la priorità del trattamento sanitario risulti fattivamente come “non urgente”.