Mentre oltre il 50% degli istituti pubblici europei fatica a coprire la totalità delle cattedre previste per l’assenza di personale specializzato e ostacoli burocratici, il Regno Unito sta chiudendo l’anno 2025 con un’impennata – decisamente inaspettata date le tendenze generali del Vecchio Continente – dell’11 % in materia di candidature alla professione docente. Dopo oltre un decennio di crisi derivante da tagli, scarsa appetibilità del ruolo e della professione, si arriva ad un risultato storico in un Paese ove la privatizzazione del settore educativo ha di fatto preso posto alla scuola pubblica ove questa faceva fatica ad esistere, vale a dire aree rurali ed isolate. Attraverso varie riforme circa l’arruolamento ed abilitazione, che di fatto hanno parzialmente snellito il processo complessivo di assunzione e stabilizzazione del docente nel sistema educativo nazionale, si è arrivati a un’apertura generale complessiva degli istituti ai giovani che si approssimavano a terminare i propri studi ed incuriositi dal mondo della scuola. Tuttavia, sembra non arrestarsi la chiusura degli istituti primari per il calo delle nascite. Se ne conteranno almeno 900 entro il 2029.
L’aumento del numero di neolaureati che si sono iscritti per diventare insegnanti ha aiutato il governo inglese a raggiungere per la prima volta in questo decennio gli obiettivi cruciali di reclutamento in materie quali matematica e scienze. I nuovi dati del Dipartimento per l’Istruzione (DfE) hanno mostrato un aumento dell’11% nel numero di tirocinanti insegnanti quest’anno rispetto al 2024, registrando i dati di reclutamento più positivi dal 2022. Il governo aveva ridotto i suoi obiettivi percentuali (100 corrisponde al rispettivo completamento) relativi al numero di insegnanti che ritiene saranno necessari a causa del calo del numero di studenti, ma c’è stato comunque un aumento delle iscrizioni, in particolare per divenire in futuro insegnanti della scuola primaria. L’anno scorso è stato ottenuto solo il 90% dei risultati previsti del governo per gli insegnanti della scuola primaria, mentre quest’anno la cifra è stata del +26%. Per gli insegnanti della scuola secondaria, è stato raggiunto l’88% dell’obiettivo del DfE rispetto al 61% del 2024. Per le materie scientifiche, tecnologiche e matematiche (Stem), è stato raggiunto il 107% dell’obiettivo rispetto al solo 60% del 2024. Le discipline matematiche hanno avuto 2.588 tirocinanti, con un aumento del 16% rispetto all’anno precedente, mentre quelle fisiche ne hanno avuti 1.086, il numero più alto dall’inizio del monitoraggio comparabile al 2014-15. Nelle lingue straniere, materia che ha spesso sofferto di un cronico sotto-staffing, è stato raggiunto il 93% dell’obiettivo del DfE.
Il calo del numero di giovanissimi in tutta l’Inghilterra potrebbe portare alla chiusura di 900 scuole primarie entro la fine del decennio, secondo una ricerca condotta da un think tank britannico. Il calo nazionale degli alunni nelle scuole primarie statali è dovuto principalmente al basso tasso di natalità, ma è amplificato a Londra dal numero crescente di persone che lasciano la capitale o abbandonano il sistema statale per trasferirsi all’estero o mandare i propri figli in scuole private, secondo l’Education Policy Institute. Le proiezioni arrivano in un momento in cui molti consigli comunali lottano per mantenere aperte le scuole primarie a fronte del calo del numero di alunni. Poiché i finanziamenti diretti alle scuole sono legati al numero di alunni, ulteriori cali aumenteranno la tendenza alle fusioni e alle chiusure che ha già colpito alcune parti dell’Inghilterra. Jon Andrews, responsabile dell’analisi dell’EPI, ha dichiarato a The Guardian: “Le scuole con un numero di alunni in calo devono affrontare crescenti pressioni finanziarie, che alla fine possono minacciare la loro redditività a lungo termine. Questo problema è emerso per la prima volta a Londra, dove il calo delle iscrizioni è iniziato prima rispetto al resto del Paese“. Il tasso di natalità nazionale ha raggiunto il picco nel 2010 e ha portato a classi più numerose che hanno iniziato la scuola primaria tra il 2014 e il 2018, con i consigli comunali che hanno aperto in fretta nuove scuole e ampliato l’offerta per soddisfare la domanda. Da allora, però, il tasso di natalità nazionale ha subito un drastico calo ed avanza la crisi finanziaria ed il rischio di bancarotta per centinaia di istituti.