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Religione, l’allontanamento è anche nelle vocazioni: in 10 anni -20%

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  • GUERINI
L’allontanamento, lento ma continuo, degli alunni e degli studenti dall’ora di religione (meno 4% in vent’anni) non è un fatto isolato. Scorrendo i dati relativi agli studenti di filosofia e di teologia, sia delle diocesi che delle congregazioni religiose maschili elaborati dall’Annuarium Statisticum Ecclesiae, si riscontrerebbe un generale allontanamento delle nuove generazioni verso i valori ed i temi espressi dalla Chiesa. Tanto è vero che in Europa i candidati al sacerdozio sono passati da 26.879 nel 2000 a 20.564 nel 2010: in dieci anni, in pratica, si è assistito ad un calo di quasi un quinto di richieste.
Quello del vecchio Continente è un calo, del 20%, abbastanza in linea con altre zone del mondo. Una riduzione di vocazioni si è infatti registrata anche nel Medio Oriente, dove si è passati da 832 a 689 domande di sacerdozio.
Ma non è così dappertutto. Nello stesso decennio in America del Nord i numeri sono rimasti pressoché stabili (5.646 nel 2000, 5.749 nel 2010) con una flessione a metà del decennio forse legato allo scandalo pedofilia (5.038 nel 2004). Aumenti invece in Africa (da 20.383 26.924), America caraibica (da 1.180 a 1.421), Asia (da 25.174 a 33.282) e Oceania (da 923 a 1.060). Sostanzialmente stabili le vocazioni in America del sud (da 20.791 a 20.919) e America centrale (da 8.595 a 8.382). “Nei paesi di antica tradizione cristiana il preoccupante calo numerico dei sacerdoti, l`elevarsi della loro età media e la domanda di nuova evangelizzazione determinano il delinearsi di una nuova situazione ecclesiale”, si legge negli Orientamenti pastorali per la promozione delle vocazioni al ministero sacerdotale presentati in Vaticano nei giorni scorsi da monsignor Angelo Vincenzo Zani, sotto-segretario della congregazione per l’educazione cattolica.
Anche la diminuzione della natalità contribuisce alla riduzione delle vocazioni di speciale consacrazione. La vita dei fedeli cattolici subisce il contraccolpo della ricerca sfrenata dei beni materiali e del calo della pratica religiosa, che distolgono dalle scelte coraggiose e impegnative del Vangelo“. Per il documento vaticano, “per quanto la pastorale vocazionale in Europa e nelle Americhe sia strutturata e creativa, i risultati ottenuti non corrispondono all`impegno profuso. Tuttavia, accanto a situazioni difficili, che pur è necessario guardare con coraggio e verità, vanno registrati alcuni segnali di ripresa, soprattutto dove si formulano proposte chiare e forti di vita cristiana“. Intanto, “mentre in Occidente si affronta il problema della diminuzione delle vocazioni, negli altri continenti, nonostante la ristrettezza di mezzi, si assiste ad un incremento promettente”.
La ristrettezza di mezzi, però, non riguarda l’America del Nord. Dove le vocazioni tengono. Anzi sono addirittura in crescita. E se, invece, l’allontanamento dalla religione dipendesse da fattori più culturali che materiali?