Home Politica scolastica Renzi e “il posto fisso” che non c’è più

Renzi e “il posto fisso” che non c’è più

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“Nel 2014 aggrapparsi ad una norma del 1970 che la sinistra di allora non votò è come prendere un iPhone e dire dove metto il gettone del telefono? O una macchina digitale e metterci il rullino. E’ finita l’Italia del rullino”.

E se lo dice il segretario del Partito democratico, erede del partito di Palmiro Togliatti, sarà in effetti così, come d’altra parte l’evidenza dimostra: rullini per le mitiche reflex non se ne trovano neanche a pagarli per tre volte il loro valore.

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Tuttavia affermazioni simili difficilmente piacciono ai precari e ai ragazzi con partite iva, mentre indicare il futuro ai giovani assicurando loro una vita basata sulla ricerca di un lavoro non più fisso e sempre mutevole non crediamo faccia bene neanche ai loro papà.

Forse anche per questo, come riporta l’Ansa, dura è stata la risposta di Susanna Camusso: “Mi pare evidente che il presidente del Consiglio non abbia argomenti per contrastare le cose che abbiamo sostenuto ieri in termini di cambiamenti della delega del lavoro”.

A inquadrare la dimensione dello scontro tra due idee diverse di sinistra è poi il ministro Dario Franceschini: “Abbiamo un leader di governo che ci ha portato a realizzare la vocazione maggioritaria: il Pd è anche il partito di chi ieri era in piazza, ma non può essere il partito solo di chi ieri era in piazza, ciò che ci dobbiamo lasciare alle spalle è la vocazione minoritaria, abbiamo bisogno della vocazione maggioritaria”.

Intanto questi sono i passaggi più salienti del discorso di Renzi riportati da Ansa:

– “Con la legge di stabilità abbiamo tagliato 18 mld di euro di tasse, non è manovra è una retromarcia, è una riduzione senza uguali nella storia della Repubblica. Non è un’operazione elettorale ma di giustizia sociale. Questa è la sinistra”.

– “Di fonte al mondo che cambia a questa velocità, puoi discutere quanto vuoi ma il posto fisso non c’è più. Siccome è cambiato tutto, la monogamia aziendale è in crisi, un partito di sinistra che fa: un dibattito ideologico sulla coperta di Linus o chi perde il posto di lavoro trova uno Stato che si prende carico di lui?”.

– “Ci raccontano che facciamo le cose un po’ per caso, come pezzetti di puzzle messi qua e là. Noi, invece, non solo abbiamo un disegno organico, ma partiamo dal fatto che il mondo è interconnesso, un gran casino e che l’Italia ha un futuro se cambia se stessa ma deve liberarsi di alcune paure”.

– “Per anni ci siamo divisi in modo profondo tra chi voleva combattere il precariato organizzando manifestazioni, e chi voleva farlo organizzando convegni: ma il precariato si combatte innanzitutto cambiando la mentalità delle nostre imprese, e le regole del gioco”.

– “In Europa per me è una battaglia tutte le volte ma non perché mi metto a litigare sullo zero virgola. Nessuno in Europa è cosi stupido da impiccare un paese ad una virgola ma c’è un atteggiamento, paradossalmente portato da alcuni italiani, per cui l’Italia non solo è un problema”.

– “Quando si sentono tante menzogne nei confronti del nostro Presidente della Repubblica, credo sia doveroso che l’Italia per bene faccia sentire tutto l’affetto”.

 

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