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Renzi e Poletti distruggono cultura ed istruzione

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I 500 euro ai diciottenni e l’invito a concludere prima gli studi, anche con un voto basso, chiariscono il modello che  Renzi e Poletti cercano di far emergere in Italia

Renzi e Poletti, secondo Zon.it, hanno, in pochi giorni, raggiunto l’obiettivo della maggior parte dei “governanti”: svilire la cultura nazionale tale da abbassare il livello della stessa attraverso la nuova “visione del mondo”.

Il primo caso, scrive il giornale online, è quello inerente la legge di stabilità e l’introduzione del bonus di 500 euro ai futuri diciottenni.

La decisione rimarca da un lato la necessità di recuperare un “elettorato giovane” e, allo stesso tempo, affermare di aver contribuito a risollevare la “cultura nostrana”.

Partendo però dal presupposto che la cultura dovrebbe essere accessibile a tutti, non era meglio destinare all’intero settore dei fondi per sostenersi e svilupparsi invece di “sperperarli” in questo modo?

LA TECNICA DELLA SCUOLA E’ SOGGETTO ACCREDITATO DAL MIUR PER LA FORMAZIONE DEL PERSONALE DELLA SCUOLA E ORGANIZZA CORSI IN CUI È POSSIBILE SPENDERE IL BONUS.

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L’altro colpo basso è arrivato dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti che, durante la convention di apertura di Job&Orienta, ha dichiarato:

«Prendere 110 e lode a 28 anni non serve a un fico, è meglio prendere 97 a 21 ma arrivare al mercato del lavoro presto.  Quasi tutti quelli che incontro mi dicono che si trovano a competere con ragazzi di altre nazioni che hanno sei anni meno di loro e fare la gara con chi ha sei anni di tempo in più diventa durissimo»

Il Ministro allora, da un lato inveisce sul settore universitario maltrattato e sbeffeggiato dall’attuale maggioranza (soprattutto con l’ultima assegnazione di 25 milioni di euro alle scuole paritarie) e dall’altro cancella, in un colpo solo, tutti i discorsi sulla meritocrazia fatti fino ad ora.

La coppia formata da Renzi e Poletti, conclude zon.it, tenderà, dati i presupposti di base, sempre più a far prevalere questo nuovo modello nella nostra cara, ma “stanca”, Italia.