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Riapertura scuole, in alto mare il protocollo di sicurezza in caso di contagio: scontro Governo-Regioni non aiuta

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Sui problemi del ritorno a scuola si aggrava il rapporto già di per sé conflittuale tra Governo e Regioni: la riunione del 26 agosto ha confermato che ci sono seri problemi ancora di dirimere sul tema delle mascherine, della consegna dei banchi innovativi, della gestione dei casi di positività al Covid, degli spazi da integrare e dei trasporti, su cui ancora non si è trovato un accordo fra le parti.

Se sul protocollo sembra raggiunta un’intesa molto generale, gli attacchi dei governatori si sono concentrati proprio sul trasporto pubblico (e sulle regole improbabili da attuare) su cui però oggi, spiegano fonti di governo, si sapeva che non si sarebbe ancora arrivati alla soluzione visto che è ancora in corso un confronto tra la ministra De Micheli e le Regioni.

Le Regioni: mancano certezza sui tempi

A lanciare accuse, in modo anche diretto, sono stati i governatori. “Abbiamo chiesto – ha detto Cristina Grieco, referente Scuola della Conferenza delle Regioni – che ci sia certezza dei tempi e un’accelerazione per sbloccare la seconda tranche di risorse per l’organico aggiuntivo. Diventa necessario averla in tempi brevi perché i dirigenti di scolastici hanno bisogno di sapere su quale rafforzamento di organico si può contare”.

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“La ministra si è dimostrata disponibile, spero che alla fine della settimana si potranno avere tutte le risorse per contrattualizzare docenti e personale non docente”.

Zaia: lontani da un punto di equilibrio

“Siamo ancora in alto mare, bisogna trovare un punto di equilibrio dettato da ragionevolezza e buon senso, cosa che in questo momento a livello nazionale non c’è. Come Regioni abbiamo fatto e stiamo facendo la nostra parte con grande senso istituzionale, ma il tempo stringe e si fa fatica a immaginare come il Governo possa fare in pochi giorni ciò che andava ragionato e organizzato già dagli scorsi mesi”, ha detto il Candidato Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia.

“La matassa si aggroviglia – ha aggiunto Zaia – perché c’è ancora una grossa confusione e permangono difficoltà oggettive a gestire gli studenti sia nelle aule che relativamente ai trasporti. Ma la gente ha diritto di sapere come e con che mezzi i propri figli andranno a scuola e, mi auguro solo al momento, si trova invece davanti all’ennesimo ufficio nazionale complicazione cose semplici”.

Durante la riunione, la Commissione Trasporti delle Regioni avrebbe anche chiesto al governo di valutare il “principio del gruppo abituale esteso ai componenti della stessa classe per derogare al metro di distanziamento per il raggruppamento di ragazzi che viaggiano insieme”.

La richiesta, sinora negata dagli esperti di sicurezza, sarebbe ora al vaglio del Comitato Tecnico Scientifico.

Governo: riunione comunque costruttiva

Dall’esecutivo, intanto, non sembrano avere gradito le reazioni critiche di alcuni governatori.

“La riunione è stata costruttiva e venerdì nella conferenza straordinaria Stato-Regioni puntiamo a dare il via libera al protocollo unico di sicurezza nelle scuole in caso di contagio che per il governo è priorità assoluta. Stupisce che chi non è intervenuto durante la riunione faccia poi critiche a riunione ultimata”, riporta l’agenzia Ansa.

“Fuori la scuola dalla disputa elettorale”

“La scuola va tenuta fuori dalla campagna elettorale, il governo sta lavorando con responsabilità su sicurezza sanitaria e trasporti”, hanno chiosato dall’esecutivo.

Anche secondo la ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia Elena Bonetti, intervenendo a Tgcom24, l’incontro tra Regioni e Governo non è stato “un fallimento”.

Bonetti: servono soluzioni condivise

Secondo la ministra si è trattato un momento di confronto nell’ambito di “un percorso che ha più soggetti responsabili coinvolti sia a livello del Governo, sia al livello delle Regioni”.

“Poi non dimentichiamo – ha continuato Bonetti – che ci sarà il livello comunale, i sindaci, i dirigenti scolastici che sono pienamente impegnati, C’è tutto un sistema oggi che deve trovare soluzioni coordinate e che permettano di dare la risposta alle famiglie agli studenti”.

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