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Riapertura scuole, in classe mercoledì 23 settembre? Il Ministero frena: “Niente di concreto”

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Quando riapriranno le scuole? La proposta della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina di aprire le scuole il 1° settembre ha incassato il no delle regioni, che vorrebbero mantenere le date già previste. La decisione è stata rinviata e al ministero si pensa che le prime due o addirittura tre settimane di settembre potrebbero essere dedicate dalle singole scuole alle attività di recupero.

Il destino degli studenti italiani è infatti legato a filo doppio a quello delle elezioni amministrative e forse del referendum. Infatti, in base alle ultime indiscrezioni, le elezioni politiche non si dovrebbero tenere prima del 20 settembre. L’orientamento è quello di fare svolgere le elezioni domenica 20 settembre e lunedì 21 settembre: si ritorna alle operazioni di voto in due giorni per evitare assembramenti ai seggi vista la situazione epidemiologica.

Pertanto la data di mercoledì 23 settembre per l’inizio delle lezioni in classe potrebbe essere quella giusta. Lo conferma al Fatto Quotidiano il sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe De Cristofaro: “Ci ragioneremo nelle prossime ore, ma quest’ ipotesi c’è. Sicuramente una data (l’election day il 20-21 settembre) che non aiuta a riaprire le scuole la settimana prima e non avrebbe molto senso richiuderle dopo pochi giorni”.

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Il problema è reale e lo pone anche il deputato di Italia Viva, Gabriele Toccafondi: “Il tema c’è e può essere problematico, però la data del 20 settembre è la migliore possibile: votare il 6 o il 13 significava fare campagna elettorale sotto l’ombrellone mentre il 27 era troppo tardi. Un cosa buona c’è: potremmo allungare da due a tre settimane i corsi di recupero agli studenti delle superiori con insufficienza e non solo per colmare le lacune della didattica a distanza”.

In una nota, invece, le deputate di Fratelli d’Italia, Carmela Bucalo e Paola Frassinetti, esprimono perplessità per il ritorno in classe così tardi: “Dubbi e inquietudini che immancabilmente ricadono su famiglie, studenti, dirigenti, docenti e impiegati. Ad acuire questo disagio, il decreto-legge 8 aprile 2020 n. 22, convertito in Legge il 6 giugno 2020, che tra le altre cose, afferma lo slittamento dei termini di chiusura delle operazioni di utilizzazione ed assegnazione provvisoria, fino al 20 settembre 2020. Ciò comporterà, per tutti coloro che al 31 agosto si trovano in condizione di precarietà, la presa in servizio dal 1 settembre presso la sede di titolarità, in attesa dell’esito della nuova domanda. Tutto questo è inaccettabile poiché costringerà migliaia di docenti a presentarsi nella vecchia sede, non si sa per quanto tempo, con il rischio concreto di essere, dopo qualche settimana, trasferiti a centinaia o migliaia di chilometri. Ancora una volta ministero e ministro, hanno dato dimostrazione di grande approssimazione e assoluta indifferenza, nei confronti di seri professionisti”. 

Il Ministero dell’Istruzione: “Ipotesi priva di fondamento”

Con riferimento alle possibili date di inizio dell’anno scolastico 2020/2021 riportate da alcuni organi di stampa, il Ministero dell’Istruzione precisa che non è ancora stata presa una decisione definitiva in merito. Tutte le ipotesi in circolazione attualmente sono, quindi, infondate e premature.

Sulla definizione del calendario scolastico è in corso un confronto con le Regioni. Ogni notizia ufficiale verrà comunicata, come sempre, dal Ministero, tramite i propri canali istituzionali.

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