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Riapertura scuole, chi ce l’ha fatta: il Manin di Roma parte con tutti banchi monoposto e tempo pieno [INTERVISTA]

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Mancano ormai meno di due giorni al ritorno in classe della maggior parte degli alunni italiani. Oltre ai problemi di cui tanto si parla – banchi e spazi aggiuntivi che non arrivano, mascherine e distanziamenti non sempre garantiti, tanti supplenti da nominare – vi sono anche delle realtà scolastiche che si fanno invece trovare pronte all’appuntamento. Una di queste è l’Istituto Comprensivo Daniele Manin di Roma: La Tecnica della Scuola ha intervista la professoressa Manuela Manferlotti, dirigente scolastico dell’istituto romano collocato a ridosso della stazione Termini, molto ambito anche da docenti che non risiedono nella capitale e frequentato da un alto numero di alunni di origini non italiane.

L’intervista

Qui di seguito, vi proponiamo una sintesi dell’intervista alla dirigente scolastica.

La scuola attende i ragazzi: apriamo come da calendario scolastico lunedì 14 settembre.

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Per farlo abbiamo realizzato un’organizzazione alacre, con docenti e collaboratori che hanno partecipato in tutti i modi, proprio per fare in modo che la scuola potesse riaprire.

Abbiamo prodotto un grosso acquisto di banchi singoli a partire dalla scuola dell’infanzia: in data 21 luglio, dopo la delibera degli organi collegiali, con una gara competitiva e dei costi favorevoli, abbiamo ordinato e acquistato 790 banchi per tutti e tre gli ordini di scuola, anche se il bando europeo non prevedeva i banchi monoposto per la scuola dell’infanzia dove erano presenti banchetti con forme, quadrangolare o esagonale, che non garantivano il distanziamento.

Ogni settore di scuola fruirà dei banchi e ad ogni livello scolastico si attueranno delle caratteristiche diverse che contemplano l’esperienza didattica dell’alunno in crescita.

Per la scuola dell’infanzia abbiamo fortunatamente dei giardini, che ci consentono di svolgere attività all’aperto, almeno fino a quando il tempo ce lo consentirà.

Abbiamo organizzato entrate scaglionate su doppi ingressi e uscite, garantendo le distanze indicate dal Cts.

Garantiremo il tempo pieno dopo qualche giorno, in modo che che via sia un acclimatamento iniziale, pure per permettere il passaggio da un grado all’altro, per questa nuova scuola che andiamo a sperimentare.

L’obiettivo è ottimizzare le attività di mensa successivamente alla tornata elettorale: subito dopo si realizzerà la sanificazione, così da garantire anche i locali della mensa. Così da permettere agli alunni e a tutti di frequentare la scuola in modo igienico e salubre.

Per i lavoratori ‘fragili’ il responsabile del servizio prevenzione e protezione, che collabora che me in modo contiguo, ha consigliato di contrattualizzare il medico competente: una figura esterna che permette di garantire nella piena privacy e nel diritto del lavoratore la possibilità di poter fruire di un eventuale certificato di inidoneità così che io possa nominare il supplente da graduatoria d’istituto.

Le supplenze? L’organico Covid, che è integrativo e utile a rimodulare l’orario e a svolgere sostituzioni, potrà essere fruito con convocazione dal 14 settembre con un contratto fino all’8 giugno: ovviamente, qualora dovesse arrivare sarà un organico che ci consentirà di sostituire il docente assente anche da primo giorno di assenza del titolare.

Abbiamo avuto 10 unità Covid per la scuola primaria su 20 classi; 3 docenti in più per l’infanzia su 6 sezioni e 8 per la scuola secondaria di primo grado su 9 classi. Questo ci consentirà di sdoppiare classi molto numerose.

Il rapporto con i genitori? Io non faccio un passo senza che la presidente del consiglio d’Istituto non venga interpellata. Sebbene abbia un’autonomia negoziale fino a 40 mila euro, tutte le misure economiche vengono sempre condivise. Perché le famiglie sono protagoniste assolute di questa esperienza.

Assieme stiamo producendo una serie di vademecum, che stiamo traducendo in più lingue, tenendo conto dell’alta densità di alunni immigrati di seconda e terza generazione provenienti dal Bangladesh e dalla Cina, oltre che dall’est europee.

Tutto deve venire pubblicato sul sito internet della scuola, in modo trasparente e che venga così condiviso.

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