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Aggiornato il 31.08.2020
alle 15:36

Rientro a scuola con l’infermiere scolastico, per ora è solo una proposta

La Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) propone di introdurre nelle scuole la figura dell'infermiere scolastico

Dotare ogni istituzione scolastica di un infermiere scolastico con un ruolo proattivo rispetto alla salute degli alunni: è la proposta della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) che già sta rimbalzando sui mezzi di informazione come se si trattasse di cosa fatta o addirittura già prevista per il prossimo rientro a scuola.

Per ora, però – è bene ribadirlo – si tratta solo di una proposta della Federazione che parte da un dato: un infermiere di fatto c’è già ed è l’infermiere di famiglia e comunità.

“L’infermiere scolastico – sostiene Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione sarà presente nei plessi e potrà agire proattivamente e non solo su chiamata per verificare la corretta applicazione delle misure anti-COVID, ma anche la salute e i bisogni assistenziali degli alunni (e del personale docente) non-COVID (in Italia ci sono circa 246mila alunni con disabilità che necessitano di assistenza), allertando e attivando in caso di necessità il medico del dipartimento di prevenzione a cui il plesso scolastico fa riferimento”.

“L’infermiere scolastico – aggiunge Mangiacavalli – promuove la salute: aiuta gli individui ad avere i mezzi e le conoscenze per un maggior controllo sul loro livello di salute. Avere un professionista infermiere a scuola garantisce il rispetto dei diritti di tutela alla salute e diritto allo studio; trasmette una maggiore sicurezza ai genitori che vedono preso in carico globalmente il proprio figlio e si riduce l’assenteismo dovuto alla somministrazione delle terapie”

Senza dimenticare – rileva ancora la Federazione – che essi sono “i principali operatori sanitari per gli studenti che vivono in aree rurali e disagiate a cui manca l’accesso all’assistenza sanitaria e svolgono un ruolo fondamentale nella comunità per identificare bisogni sanitari insoddisfatti e favorire la relazione tra salute e istruzione”.

Tale figura esiste già per legge in Spagna, è diffusa regolarmente negli Stati Uniti ed è comune a molti altri paesi europei

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