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Rientro a scuola, Francesco De Rosa (ANP Campania): non è pensabile che la DAD sia un’opzione “on demand” [INTERVISTA]

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Oggi in Campania, dopo ben 5 mesi, riaprono con la didattica in presenza, pur con una frequenza ridotta, anche le scuole secondarie di secondo grado. 

Incontriamo il Dott. Francesco De Rosa, presidente ANP della Campania per parlare della ripresa della didattica in presenza negli Istituti della Regione.

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Dott. De Rosa, cosa è cambiato rispetto al mese di ottobre, allorché le scuole secondarie di secondo grado furono chiuse in Campania? 

Rispetto al mese di ottobre è cambiata la norma che impone alle regioni in zona gialla di tenere aperte tutte le scuole, con il 50% almeno di didattica in presenza alle superiori ed il resto in DAD sincrona.

Per quanto riguarda invece il contagio la situazione non è molto diversa, anzi possiamo dire che forse è peggiorata riguardo al numero di morti giornaliero, ma certamente sarebbe stato logico rimanere aperti anche ad Ottobre.

Quali sono le maggiori criticità segnalate da Dirigenti Scolastici della Campania?

Le maggiori criticità segnalate dai Dirigenti Scolastici sono certamente riferite alla situazione dei trasporti che sono ancora deficitari in alcune aree della Regione, della sanità, che purtroppo nella nostra regione è in perenne affanno, e delle strutture, dove veramente in quasi un anno si è fatto poco o niente per risolvere problemi che purtroppo sono di difficilissima risoluzione, visto lo stato di degrado delle strutture adibite ad uso scolastico nella nostra Regione.

Quale giudizio dà sulle raccomandazioni del Governatore Vincenzo De Luca, giunte quando le scuole già avevano preparato i loro piani di rientro?

Il mio giudizio è stato espresso subito dopo le raccomandazioni e glielo riporto integralmente: “Questa Associazione, maggiormente rappresentativa dei Dirigenti Scolastici della Regione Campania, in riferimento a quanto in oggetto, alla luce delle raccomandazioni inviate nella giornata del 28 Gennaio dal Presidente della Giunta Regionale Campania, On. Vincenzo De Luca, esprime il proprio parere, a supporto dei propri colleghi e di tutta la comunità scolastica della Campania.

L’adozione delle fasce orarie in entrata alle 8 e alle 10 per la provincia di Napoli e parte della provincia di Salerno, pur determinando la necessità di rimodulare completamente l’organizzazione delle lezioni e delle attività dei docenti, e pur comportando particolari difficoltà, al limite dell’irrisolvibile per quanto riguarda i numerosi docenti che lavorano su 2 o 3 scuole diverse, viene certamente vista nell’ottica di una maggiore sicurezza sui mezzi pubblici di trasporto, che rappresenta certamente il primo o tra i primi veicoli di diffusione della pandemia da Corona Virus SARS-COVID 19. Nel merito si raccomanda ai colleghi di osservare quanto disposto dall’Ordinanza Prefettizia, che va comunque nell’ottica di evitare per quanto possibile la diffusione del contagio, non riuscendo in alcun modo a comprendere le istanze dei genitori che chiedono il contrario.

Questa Associazione, pertanto, pur comprendendo le motivazioni alla base delle raccomandazioni del Presidente De Luca, non può non rimarcare come provvedimenti che incidono pesantemente sull’organizzazione delle scuole, che sono un sistema complesso, devono avere attenzione ai tempi e all’impatto esercitato sulle stesse dal susseguirsi di fonti di ogni genere, spesso tra loro contrastanti e abnormi, anche in considerazione dello stato emergenziale.

Si ritiene, quindi, che la raccomandazione del Presidente De Luca, nel limitare il numero di studenti per ogni classe al 50%, va vista nell’ottica di diminuire il numero di studenti nelle classi, creando ulteriori difficoltà agli istituti nel dover organizzare in un tempo molto limitato (poco più di 48 ore), e nei limiti del possibile, nuovamente l’offerta didattica all’interno degli istituti, con tutte le difficoltà che ne conseguono (didattica sincrona), ringraziandolo certamente per il suo costante e positivo impegno in questa emergenza, ma si ritiene particolarmente importante evidenziare che:

  • Lo spazio che la normativa nazionale riserva all’autonomia organizzativa delle scuole, gestita attraverso gli organi collegiali per le rispettive aree di competenza (Collegio docenti e Consiglio di Istituto) non è stato preso in attenta considerazione.
  • Non è pensabile che la Didattica a distanza sia unopzione “on demand”, alla quale i genitori possano far accedere i propri figli a piacimento, la stessa è normata in maniera molto precisa e la competenza è rimessa all’autonomia delle scuole.
  • Appare certamente superfluo, a questa associazione, che venga ricordato ai nostri iscritti quali siano le competenze e le connesse responsabilità dei dirigenti scolastici in ordine alla sussistenza delle condizioni di sicurezza nei propri Istituti, sia in termini generali che con specifico riferimento all’osservanza delle norme anticovid, che nelle scuole sono certamente rispettate.

Si confida quindi nella disponibilità alla collaborazione da parte di tutte le istituzioni chiamate a coordinarsi in questo difficile momento, con l’obiettivo comune di garantire il prioritario diritto all’istruzione degli studenti e al rispetto delle condizioni di sicurezza in merito alla salute pubblica“.

Si sta verificando un fenomeno particolare su cui vorremmo un suo giudizio: in controtendenza rispetto a quanto fin qui rivendicato e in coincidenza con la riapertura in presenza, molti studenti, non ritenendo sicure le scuole, manifestano la volontà di continuare con la DAD per coniugare il diritto allo studio e il diritto alla salute e minacciano occupazioni e scioperi.

I Dirigenti Scolastici rispettano la norma per cui la didattica a Distanza è permessa solo al 50% ed integralmente solo per gli studenti fragili; la sicurezza delle scuole, sia in termini generali che particolarmente in riferimento all’emergenza COVID, è competenza esclusiva del Dirigente Scolastico ai sensi del D. L. 81/2008, per cui gli studenti e le loro famiglie non possono né chiedere né pretendere altra forma di servizio scolastico se non quella prevista dalla norma, se ne facciano una ragione; è notizia di oggi (ieri n.d.r.) che il D. G. dell’ USR Campania ha ribadito lo stesso concetto, peraltro integralmente condiviso dalla comunità dei DS della regione Campania.