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Rientro a scuola, per far scattare la DaD si dovrà guardare l’età degli alunni: Bianchi spiega perché

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Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi lo aveva detto subito dopo il via libera al decreto sulle nuove modalità di gestione dei casi Covid nella scuola da parte Consiglio dei ministri: “Abbiamo dato regole chiare per un rientro in presenza e in sicurezza”. Dopo poche ore, la ha ribadito al Tg1: l’obiettivo delle misure adottate dal Governo è quello di “tornare nelle aule in presenza e sicurezza”.

Rischiano la DaD 3,7 milioni di alunni non vaccinati

Da una stima dell’agenzia Ansa risulta che sarebbero non meno di 700mila gli studenti non vaccinati delle scuole superiori e delle medie a rischiare di restare a casa se nella propria classe qualora, dal 7 gennaio, si dovessero superare i due casi di positività.

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Molti di più, tre milioni, gli alunni (anche loro senza vaccino) collocati forzatamente in DaD per 10 giorni con soli due compagni di classe contagiati.

Le parole del ministro Bianchi

Sulle diverse disposizioni e risposte delle scuole da adottare a seconda delle fasce d’età e tra studenti vaccinati e no, il ministro ha tenuto a dire che sono state introdotte perché rispondono ad un “diverso grado di protezione”.

“Per i bambini da 0-6 – ha spiegato – non c’è vaccino, quindi è necessario proteggerli al massimo; i bambini tra 5 e 11 anni hanno raggiunto l’11 per cento di vaccinazione; tra i ragazzi più grandi quasi l’84% ha ricevuto la prima dose e il 75% ha già ricevuto la seconda”.

Situazioni diverse, risposte diverse

Considerando, quindi, che si tratta di “situazioni molto diverse”, i ministri hanno “ritenuto che per i bambini piccoli da 5 a 11 anni fosse necessario nel momento in cui ci fosse un secondo contagio in una classe di scattare immediatamente con la didattica a distanza”.

“Diversa è la situazione – ha specificato Bianchi – dei ragazzi più grandi”, per i quali “bisogna soltanto completare l’opera di vaccinazione”.

L’appello a vaccinarsi

Il ministro dell’Istruzione ha colto l’occasione per ribadire l’invito a “tutti a vaccinarsi: sia i più piccoli che i ragazzi più grandi”.

“E per i più grandi si è presa una misura che è uguale in tutti i Paesi d’Europa ma soprattutto era già attiva con la circolare del 6 novembre. Quindi è una sistematizzazione di un’azione che era già in corso”, ha concluso il responsabile del dicastero bianco di Viale Trastevere.

I medici fanno un lavoro straordinario

Nella stessa giornata, il ministro Patrizio Bianchi è andato anche in visita al Bambino Gesù di Roma.

“Ho incontrato il professor Alberto Villani e il personale del reparto pediatrico che si occupa con grande cura ed empatia dei più piccoli. Ho voluto ringraziare tutti per lo straordinario lavoro che fanno, ogni giorno, per i più fragili”, ha scritto Bianchi su Twitter.

Le nuove regole

Ricordiamo le nuove regole volute dal Governo per gestire eventuali casi di positività al Covid nelle classi:

Scuola dell’infanzia – Servizi educativi per l’infanzia:

Con un caso di positività si applica al gruppo classe/alla sezione la sospensione delle attività, per una durata di dieci giorni.

Scuola primaria:

Con un caso di positività si attiva la sorveglianza con testing del gruppo classe: l’attività prosegue in presenza effettuando un test antigenico rapido o molecolare appena si viene a conoscenza del caso di positività (T0). Il test sarà ripetuto dopo cinque giorni (T5). In presenza di due o più positivi è prevista, per tutta la classe, la didattica a distanza per la durata di dieci giorni.

Scuola secondaria di I e II grado:

Con un caso di positività nella stessa classe è prevista l’autosorveglianza con la prosecuzione delle attività e l’uso delle mascherine ffp2. Con due casi nella stessa classe è prevista la didattica digitale integrata per coloro che non hanno avuto la dose di richiamo e hanno completato il ciclo vaccinale da più di 120 giorni e per coloro che sono guariti da più di 120 giorni. Per tutti gli altri è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’autosorveglianza e l’utilizzo di mascherine ffp2. Con tre casi nella stessa classe è prevista la didattica a distanza per dieci giorni per tutta la classe.

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