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Rientro a scuola, spopolano i ‘no’: per la petizione quasi 200 mila adesioni

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Nel giorno della “benedizione” del Comitato tecnico per il rientro a scuola in presenza degli studenti delle superiori a partire dal 18 gennaio, che ha espresso le motivazioni del via libera ai ministri pressati dai governatori “ribelli”, prende il volo la petizione on line promossa dall’Unsic attraverso cui chiedere alle istituzioni di continuare con la didattica a distanza fino a quando i contagi da Covid non si ridurranno. Una richiesta che mira, quindi, alla tutela della salute e rimanda il diritto completo allo studio a tempi migliori con meno rischi.

I motivi del ‘no’

Tra le motivazioni dell’iniziativa, l’Unione sindacale imprenditori e coltivatori cita un dato che definisce inconfutabile: “Lo scorso 14 settembre, alla prima campanella, in Italia erano 1.008 i nuovi casi quotidiani di Covid e 14 i decessi”; mentre ora si riprendono le lezioni in aula, con “casi e decessi che saranno oltre dieci volte di più”.

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La domanda che si pongono i promotori è la seguente: “Se l’imperativo è ridurre le occasioni di distanziamento, c’è coerenza o incoscienza in tale scelta di riaprire, tra l’altro con poche novità in termini di presidi sanitari a scuola, tracciamenti o forte potenziamento dei trasporti?”.

La petizione on line, che veleggia verso le 200 mila adesioni, ha il sostegno anche di alcune associazioni e sindacati minori.

Il testo della petizione

Nella richiesta, i promotori della petizione via web sostengono che “considerato il rilevante apporto delle scuole in presenza al numero complessivo dei contagi (dati Ministero dell’Istruzione con elaborazione WiredIstituto superiore di sanitàMinistero della SaluteMinistero dell’Istruzione, dossier Unsic, ecc.), pur ritenendo importante la scuola in presenza ma in periodi ordinari e non straordinari come quello che stiamo vivendo (con oltre 77mila decessi per il Covid), si chiede la prosecuzione della didattica a distanza nelle scuole superiori fino alla fine dell’emergenza”.

L’istanza viene presentata, quindi, “per prevenire una terza ondata di contagi che sarebbe più deleteria delle precedenti, soprattutto per la concomitanza con le influenze stagionali e con apparati e personale sanitari in sofferenza. E’ importante salvare anche una sola vita!”.