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Rientro a scuola, Telefono Azzurro sul bullismo: il servizio 114 è sempre pronto ad ascoltare

Il rientro a scuola è sempre un momento importante: nuove materie da scoprire, nuove amicizie da coltivare, nuovi passi da compiere nella crescita personale. Per molti bambini e ragazzi questo periodo è carico di entusiasmo e curiosità, ma per altri può trasformarsi in una fonte di ansia e preoccupazione. Conflitti tra coetanei, prese in giro, esclusioni dal gruppo o episodi di bullismo possono far sentire soli e impotenti, compromettendo la serenità e il desiderio di imparare.

Marta, 12 anni, ha così descritto il rientro a scuola:

Non voglio tornare a scuola, ho troppa paura. Mi aspettano per farmi del male con le loro parole, ed io non ce la faccio più. Aiutatemi per favore.

Il bullismo non è un semplice “litigio tra ragazzi”: si tratta di comportamenti ripetuti di aggressione, verbale o fisica, che mirano a ferire, umiliare o isolare una persona. Insulti, derisioni, minacce, diffusione di foto sui social – tutte queste azioni possono lasciare cicatrici profonde, non solo nell’immediato ma anche nel tempo. Le vittime possono sviluppare paura di andare a scuola, calo dell’autostima, difficoltà nello studio e, nei casi più gravi, disturbi d’ansia o depressione.

Affrontare il bullismo richiede coraggio, ma soprattutto la consapevolezza che non si è mai soli. Parlare con un adulto di fiducia – un genitore, un insegnante, un educatore – è il primo passo per interrompere il silenzio che spesso alimenta il problema. Anche i compagni di classe possono svolgere un ruolo importante, scegliendo di non essere spettatori passivi e offrendo supporto a chi subisce.

In questo percorso di ascolto e aiuto, servizi dedicati come il 114 di Telefono Azzurro rappresentano un punto di riferimento fondamentale. Il numero è attivo 24 ore su 24, gratuito e riservato, per dare voce a bambini e adolescenti che vivono situazioni di disagio, bullismo o violenza. Chiamare può significare trovare una persona pronta ad ascoltare, a offrire consigli e a indicare le risorse più adatte per affrontare la situazione.

Il messaggio più importante è chiaro: parlarne fa la differenza. Raccontare ciò che accade, chiedere aiuto e non isolarsi permette di ritrovare forza e coraggio. La scuola deve essere un luogo di crescita, rispetto e amicizia, non di paura. Insieme – studenti, famiglie, insegnanti e comunità – si può costruire un ambiente in cui ogni bambino e ragazzo si senta accolto, protetto e libero di essere sé stesso.

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