Home Attualità Rientro nel Lazio, confermato 7 gennaio ma lezioni da 45-50 minuti: la...

Rientro nel Lazio, confermato 7 gennaio ma lezioni da 45-50 minuti: la maggior parte degli studenti entrerà alle 8

CONDIVIDI
  • Credion

Nel Lazio riprenderanno il 7 gennaio le lezioni in presenza del 50% degli studenti delle superiori, ma con ore ridotte (da 60 a 45-50 minuti) e possibile prevalenza degli allievi in entrata alle ore 8 piuttosto che alle 10: sono queste le risultanze della riunione svolta il 2 gennaio tra l’assessore regionale alla Scuola della Regione Lazio Claudio Di Berardino, rappresentanti dell’assessorato ai Trasporti della Regione, l’Usr e le organizzazioni sindacali del comparto scuola e confederali e l’Associazione nazionale presidi.

Occhio ai contagi

Nel corso dell’incontro – svolto presso l’Ufficio scolastico regionale – le organizzazioni di categoria della scuola hanno chiesto preliminarmente un differimento delle attività scolastiche di qualche giorno per motivi organizzativi.

Icotea

La Regione, riferisce l’Adnkronos, ha tuttavia confermato l’inizio per il 7 gennaio, ferma restando la grande attenzione al quadro epidemiologico.

Inoltre, le organizzazioni hanno richiesto un abbattimento dell’ora di lezione da 60 a 50 minuti, in particolare per gli istituti tecnici: questa richiesta è stata ritenuta plausibile dalla Regione e potrà essere attuata.

Le organizzazioni hanno anche richiesto la possibilità invertire le percentuali di ingresso degli studenti, quindi di far entrare il 60% alle 8 e il 40% alle 10: a valutarne la fattibilità saranno i tavoli di coordinamento presieduti dai prefetti e in particolare, anche in relazione al numero di abitanti della Capitale, dal tavolo di coordinamento presieduto dal prefetto di Roma Matteo Piantedosi.

L’assessore Di Bernardino: per tecnici e professionali ore ridotte

Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro, Scuola e Formazione della Regione Lazio, ha detto che nel corso dell’incontro “si è concordato di modificare alcuni aspetti legati alla ripresa delle attività in linea con le competenze del tavolo. Il risultato del confronto è stato positivo anche per senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali”.

Le risposte, ha fatto intendere l’assessore, dipenderanno anche dall’andamento del numero di nuovi positivi al Covid-19. E dal tasso di positività, che nell’ultima giornata è tornato a livelli preoccupanti (quasi il 18%) facendo allarmare le Regioni.

“Fatte salve valutazioni diverse che il Governo possa prendere o diverse valutazioni che possono emergere a seguito della curva dei contagi, in vista della riapertura delle scuole superiori il 7 gennaio, e recependo alcune specifiche richieste, si è deciso – ha aggiunto Di Berardino – di ridurre l’orario delle lezioni da 60 a 45-50 minuti, soprattutto per gli istituti tecnici e professionali”.

Rusconi (Anp Lazio): prima gli studenti più grandi

Sempre all’Adnkronos, Mario Rusconi, presidente Anp Lazio e Roma, è entrato nel dettaglio dell’accordo raggiunto: “Siamo soddisfatti a metà – ha detto – abbiamo avuto importanti rassicurazioni e chiarezza sul piano di orario dei mezzi di trasporto, che dovranno portare i ragazzi per tempo a scuola, in tutto il Lazio. In linea di massima entreranno prima gli studenti più grandi che hanno più ore di lezione e poi i più piccoli”.

“Altra cosa positiva – ha aggiunto Rusconi – è la riduzione dell’orario delle da 60 a 45/50 minuti senza doverle poi recuperare. Il problema di questa riapertura fissata per il 7 gennaio è che dovrà avvenire se ci saranno condizioni necessarie, senza rischi per i ragazzi per la loro sicurezza personale”, ha sottolineato il sindacalista.

“Noi siamo sempre stati favorevoli alla riaperture delle scuole, purché ci siano le condizioni – ha detto ancora – siamo un po’ delusi per esempio dai cosiddetti tamponi rapidi tanto sbandierati di cui non sappiamo nulla”.

Rusconi si è infine espresso su una possibile nuova chiusura degli istituti scolastici: “sicuramente con questa pandemia il rischio c’è. La scuola però è sempre stata presente e ha lavorato per tutti, si è chiesto molto agli istituti e non sempre le istituzioni sono state puntuali”, ha concluso.