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Riflessioni sul Ddl Scuola e il nomadismo triennale dei docenti

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“Ma come, io che ero al primo posto nella graduatoria di Istituto tre anni fa, oggi mi ritrovo a far parte della Dotazione Organica Funzionale”? E’ questa la domanda che si faranno tutti i docenti di ruolo che “scivoleranno” o se preferite, “confluiranno” nell’elenco dell’Organico Funzionale Regionale. Non ci sarà né primo, né ultimo. Non ci saranno i nominativi dei docenti con i rispettivi punteggi di “anzianità di servizio”, con i “motivi di famiglia e ricongiungimento”, con i “titoli general” e con il relativo “punteggio totale” così come accade oggi. Insomma, non ci saranno più le graduatorie di questo tipo ma solo un elenco dove compariranno i nomi e i cognomi dei docenti, unito al codice della classe di concorso, unito al loro “curriculum vitae”.

Se i «super poteri» verranno dati al Dirigente scolastico è lui che si sceglierà i docenti.

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Allo stato attuale, le istituzioni scolastiche individuano i docenti soprannumerari, distintamente per le varie classi di concorso. Stiamo parlando di Scuola Secondaria di primo grado (Scuola Media) e Scuola Secondaria di secondo grado (Scuola Superiore). Se si tratta di poche ore, il docente viene assegnato direttamente dal sistema informativo del Ministero dell’Istruzione ad una Scuola vicina con una COE (Cattedra oraria esterna), mentre, se non è disponibile una cattedra in quella determinata classe di concorso, il docente confluisce nella DOP (Dotazione Organica Provinciale). Per i docenti in sovrannumero l’amministrazione procede al trasferimento d’ufficio tenendo presente da un lato, i docenti di ruolo entrati a far parte dell’organico dell’istituto con decorrenza dal precedente primo settembre per mobilità a domanda volontaria; dall’altro, i docenti di ruolo entrati a far parte dell’organico dell’istituto dagli anni scolastici precedenti quello di cui al precedente punto, ovvero dal precedente primo settembre per mobilità d’ufficio o a domanda condizionata, ancorché soddisfatti in una delle preferenze espresse.

Per i docenti di sostegno sostanzialmente è la stessa cosa, i docenti soprannumerari vengono inseriti per ciascuna tipologia di appartenenza: A) minorati della vista; B) minorati dell’udito; C) minorati psicofisici.

Di solito l’iter si conclude nel giro di qualche settimana con l’assegnazione del docente ad una scuola vicina alla propria residenza e comunque non oltre l’«ambito provinciale».

L’iter inserito nel Ddl attualmente in fase di approvazione alla Camera dei Deputati proprio in questi giorni da questo Governo di centro sinistra (PD) capeggiato da Matteo Renzi, è totalmente diverso e porterà senza alcun dubbio, il docente di ruolo, da un «contratto a tempo indeterminato» ad un contratto a «tempo determinato» della durata di tre anni, scaduti i quali, se non viene rinnovato per altri tre anni ritorna nell’«Organico Funzionale Regionale». Stessa sorte per gli insegnanti di sostegno e per tutti gli altri insegnanti che hanno allo stato attuale un «contratto a tempo indeterminato» e che lavorano nella Scuola pubblica da decenni.

Ma non è tutto!

Supponiamo che tra le migliaia di insegnanti che faranno parte dell’Organico Funzionale Regionale venga scelto dal Dirigente scolastico un docente in base al «Curriculum vitae» ovvero per «simpatia», «ammirazione», «appartenenza allo stesso gruppo politico» e quant’altro e non in base al «punteggio che ha in questa graduatoria regionale» perché nel Ddl sulla Scuola non vi è alcun riferimento al «punteggio» ma solo ed esclusivamente al proprio «curriculum vitae». Sarà molto semplice per il Dirigente scolastico scegliere Tizio anziché Caio o addirittura Sempronio: è lui a sceglierlo; è lui a stipulare il contratto triennale; è lui che decide. Non vi sono altre persone che possono opporsi a tale scelta. Supponiamo sempre, che l’anno successivo alla stipula del contratto con quest’ultimo insegnante, ci sia una contrazione di cattedra nella stessa disciplina. I

l Dirigente scolastico non potrà licenziare il docente che l’anno prima ha stipulato il contratto triennale ma farà confluire, nel calderone chiamato «Organico Funzionale Regionale» uno degli altri insegnanti di ruolo che ha un «contratto a tempo indeterminato» in quanto è quest’altro insegnante che risulta soprannumerario. Questo «sfortunato» insegnante non dovrà «per forza» essere l’ultimo della «graduatoria d’Istituto» ma potrà essere anche quello che è inserito al primo posto in quanto non esisterà più la graduatoria con i relativi punteggi come accade oggi, ma esiterà un «Elenco degli insegnanti della Scuola».

Considerate inoltre che questo esempio venga ripetuto o esteso ad un certo numero di insegnanti, nelle diverse classi di concorso e per alcuni anni. Va da sé che gli insegnanti che attualmente lavorano con «contratto di lavoro a tempo indeterminato», nella migliore delle ipotesi avranno un «contratto a tempo determinato» per un periodo di tre anni. Il Governo che ha scelto la strada della «precarietà» per tutti i docenti delle istituzioni scolastiche statali è quello di centro-sinistra.

Si innesca così, una strada tortuosa, piena di precarietà, ingannevole, piena di insidie e quant’altro nel mondo della Scuola disegnata e portata avanti dal Governo di centro-sinistra.

Ma non finisce qui!

I docenti inclusi nell’elenco dell’«Organico Funzionale Regionale» se dovessero essere scelti dai Dirigenti scolastici di altre Regioni d’Italia dovranno «necessariamente» accettare l’incarico triennale altrimenti verranno «licenziati». Quindi, l’insegnante di ruolo, ovvero, l’insegnante che ha un «contratto a tempo indeterminato» dovrà rimettersi in gioco ogni tre anni, trasferirsi con la propria famiglia, là dove viene chiamato dal Dirigente scolastico, anche in zone disagiate, di montagna, nelle isole, nelle zone cosiddette «calde» dove sparare con una pistola, un fucile è del tutto normale. Insomma, l’insegnante di ruolo presto diventerà «nomade». Sul proprio documento di riconoscimento alla voce «residenza» verrà utilizzata la voce «nomade per motivi di lavoro» oppure verrà coniato qualche altro termine, magari in lingua Inglese per addolcire lo «status».

I docenti sperimenteranno e praticheranno sempre di più il «nomadismo triennale», che non è insita nella tradizione storica e culturale degli insegnanti della Scuola italiana, bensì fa parte di un Ddl del Governo di centro-sinistra che governa attualmente il nostro Paese.

Sarà approvato questo Ddl così come prospettato ovvero vi saranno delle modifiche da apportare a cura di altri partiti politici di minoranza considerato che non vi è nessun dialogo con il partito di maggioranza?

Anche per questo motivo, gli insegnanti sono scesi in migliaia per le strade delle grandi città il giorno 5 maggio e molto probabilmente continueranno la loro azione di protesta verso quei partiti di maggioranza e di minoranza che voteranno a favore del Ddl sulla Scuola e che vogliono distruggere la scuola pubblica e sovvertire con un Ddl anche il “lavoro a tempo indeterminato” con uno “a tempo determinato”. Ad Maiora!