Nella giornata odierna, 16 settembre 2025, la VII commissione cultura del senato ha avviato l’esame per la conversione in legge del decreto 127 avente per oggetto: misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo d’istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.
L’esame di Stato, dall’anno scolastico 2025/2026, cambia la denominazione in esame di maturità con l’obiettivo di verificare non solo i livelli di apprendimento conseguiti da ciascun candidato riguardo alle conoscenze, alle abilità e alle competenze specifiche di ogni indirizzo di studio, ma soprattutto il grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità acquisito al termine del percorso di studio, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona.
L’esame di maturità assume una funzione orientativa, finalizzata a sostenere scelte consapevoli riguardo al proseguimento degli studi o all’inserimento nel mondo del lavoro.
La commissione d’esame finali, deve tenere conto, riguardo al profilo educativo, culturale e professionale specifico di ogni indirizzo di studi, delle competenze maturate attraverso:
• Le attività di formazione scuola-lavoro;
• Lo sviluppo delle competenze digitali;
• Gli insegnamenti opzionali promossi nel secondo biennio e nell’ultimo anno;
• L’insegnamento dell’educazione civica.
Le commissioni d’esame di maturità, operanti una per ogni due classi, sono costituite:
• Da un presidente esterno all’istituzione;
• Da due membri esterni;
• Da due membri interni per ciascuna delle due classi.
Fermo restante che i membri interni saranno individuati in relazione alle aree disciplinari previste per le due prove scritte.
Le prove previste per gli esami di maturità comprendono due prove scritte e un colloquio:
La prima prova scritta a carattere nazionale, consistente nella redazione di un elaborato con differenti tipologie testuali in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico, ed è volta ad accertare nel candidato:
• La padronanza della lingua italiana o della diversa lingua nella quale si svolge l’insegnamento;
• Le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato;
• Le competenze sugli aspetti linguistici, espressivi e logico-argomentativi e riflessione critica.
L’argomento della seconda prova scritta e delle quattro discipline previste per il colloquio finale, sono individuati dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, entro il mese di gennaio 2026, nell’ambito delle materie caratterizzanti i percorsi di studio.
La prova orale, consistente in un colloquio attraverso il quale, la commissione verifica:
• L’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri di ciascuna disciplina,
• La capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite;
• La capacità di argomentare in modo critico e personale;
• Il grado di responsabilità e maturità raggiunto;
• L’impegno dimostrato nell’ambito scolastico e in altre attività coerenti con il percorso di studio;
• Le competenze maturate nell’insegnamento trasversale dell’educazione civica.
Inoltre, nell’ambito del colloquio, i candidati dovranno esporre, mediante una breve relazione e/o un elaborato multimediale, l’esperienza fatta nella “formazione scuola-lavoro”.
L’esame di maturità è validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove.
Per i candidati risultati assenti a una o più prove, per gravi motivi documentati, valutati dalla commissione, è prevista una sessione suppletiva e una sessione straordinaria d’esame e, in casi eccezionali, particolari modalità di svolgimento degli stessi.
Il voto finale va da un minimo di sessanta a un massimo di 100 centesimi. In merito la commissione ha la possibilità di attribuire fino a un massimo di tre voti al candidato che abbia ottenuto un punteggio complessivo di almeno novantasette punti, tra credito scolastico e prove d’esame. Mentre la lode può essere attribuita soltanto ai candidati che riportano un punteggio pari a 100 su 100 tra crediti e voti conseguiti nelle prove.