Prima Ora | Notizie scuola del 6 maggio 2026

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06.05.2026
Aggiornato alle 17:30

Riforma istituti tecnici, incontro Mim sindacati: si procede ma con una modifica normativa per assicurare stabilità organici

Mentre per domani, giovedì 7 maggio, è previsto lo sciopero generale nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado indetto da Flc Cgil contro la riforma degli Istituti tecnici oggi, 6 maggio, è stato convocato il primo incontro del tavolo ministeriale che dovrà affrontare la questione con gli altri sindacati, a seguito dello stato di agitazione indetto qualche settimana fa.

Il tentativo di conciliazione tra Mim e Flc Cgil in merito alla riforma ha avuto esito negativo dopo il tentativo dello scorso 27 aprile. Da qui la proclamazione dello sciopero.

Com’è andato l’incontro

Con un comunicato il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha reso noto l’esito dell’incontro: “Si è convenuto, in continuità con i provvedimenti amministrativi già adottati e fortemente voluti dal Ministro Valditara per il prossimo anno scolastico, che si procederà, nel rispetto degli obiettivi della riforma e della garanzia della qualità dell’offerta formativa, ad introdurre anche una modifica normativa, a regime, diretta a ridefinire la quota riservata alle istituzioni scolastiche con la finalità di assicurare la stabilità dell’organico e la tutela delle discipline”.

Le parole dei sindacati

A questo primo incontro, del quale è stato redatto un verbale, ne seguiranno altri che saranno oggetto di successive convocazioni, data la complessità della materia in discussione. “Siamo molto soddisfatti dei risultati che abbiamo raggiunto con la nostra azione – affermano i rappresentanti delle organizzazioni sindacali presenti al tavolo – grazie alla quale abbiamo già ottenuto che non ci siano soprannumerari nell’anno di avvio della riforma, ma che adesso ci consente di lavorare direttamente ad altre indispensabili modifiche normative”.

“Non solo quelle legate alla revisione di atti amministrativi, come il DM 29 sui quadri orari, ma anche quelle per cui servono interventi di legge, nelle sedi e con i tempi che questi richiedono. Il tavolo di confronto avviato oggi va proprio in questa direzione, per individuare puntuali modifiche al DL 144/2022 da tradurre in atti legislativi conseguenti. Un’azione sindacale condotta con realismo e senza inutili velleitarismi sta dando ancora una volta i suoi frutti positivi”, concludono.

Lo sciopero del 7 maggio: le parole di Fracassi

“Il 7 maggio 2026 il personale docente, ATA e dirigente degli istituti tecnici incrocerà le braccia per fermare una riforma sbagliata e dannosa, che colpisce al cuore la qualità dell’istruzione pubblica e il futuro di studenti, studentesse, lavoratrici e lavoratori”, così Gianna Fracassi, segretaria generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL, annunciando lo sciopero di domani, 7 maggio.

Per Fracassi “la riforma dei tecnici attraverso tagli pesanti a discipline fondamentali, sia di cultura generale che professionalizzanti, comporterà un drastico ridimensionamento del monte ore e un impoverimento generale dell’offerta formativa, oltre che il rischio concreto di tagli agli organici e aumento del sovrannumero tra il personale docente e ATA”.

“Alle richieste di modifica che abbiamo avanzato, l’Amministrazione ha fornito risposte insufficienti, prive di una visione complessiva e limitate solo al primo anno di applicazione della riforma. Le misure correttive prospettate non affrontano le criticità strutturali e non garantiscono alcuna tutela per gli anni successivi. Per queste ragioni – conclude Fracassi – chiediamo con forza il ritiro immediato del provvedimento o, in subordine, il suo rinvio, per aprire un confronto vero, partecipato e trasparente sul futuro dell’istruzione tecnica nel nostro Paese”.

Cosa sta succedendo

Ricordiamo che lo scorso 10 marzo è stato pubblicato il decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito del 19 febbraio in materia di revisione dell’assetto ordinamentale degli istituti tecnici, con la relativa definizione degli indirizzi, delle articolazioni, dei corrispondenti quadri orari e dei risultati di apprendimento in esito ai relativi percorsi.

Il 17 marzo, era prevista una riunione dedicata all’esame delle nuove classi di concorso, che è stata poi rinviata, segnale della necessità di ulteriori approfondimenti su un impianto normativo ancora oggetto di discussione.

Poi, il 1° aprile, lo stesso giorno della firma della parte economica del contratto scuola 2025/2027 Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal, Gilda Unams e Anief hanno proclamato con una nota congiunta lo stato di agitazione del settore scuola, per il personale docente, ATA e dirigente degli Istituti Tecnici statali. Il 6 maggio la prima riunione del tavolo volto alla conciliazione.

I contenuti della riforma

La riforma – spiega il decreto – introduce un modello didattico fondato sulla metodologia per competenze, superando la frammentazione disciplinare a favore di una progettazione interdisciplinare organizzata per Unità di Apprendimento (UdA). Gli studenti saranno chiamati a gestire “compiti di realtà”, partecipando attivamente al proprio percorso formativo per sviluppare autonomia e spirito critico.

Il profilo educativo, culturale e professionale (P.E.Cu.P.) viene aggiornato per includere un potenziamento delle discipline STEM, lo studio trasversale dell’educazione civica e moduli dedicati allo sviluppo sostenibile.

Uno dei pilastri dell’innovazione è la creazione dei «Patti educativi 4.0». Si tratta di accordi territoriali tra scuole, università, centri di ricerca, ITS Academy e imprese per condividere risorse professionali, laboratori e strumentazioni all’avanguardia.

Le aziende non vengono più considerate semplici ospiti, ma partner attivi che contribuiscono alla formazione attraverso esperienze laboratoriali condivise e affiancamento tutoriale per i docenti.

Per garantire una filiera formativa coerente, il decreto prevede meccanismi di continuità con l’istruzione terziaria, facilitando il passaggio verso le lauree professionalizzanti e i percorsi degli ITS.

La riforma spinge con decisione sull’internazionalizzazione. Dal terzo anno di corso, è previsto l’insegnamento in lingua inglese di una disciplina di indirizzo tramite la metodologia CLIL. Gli istituti tecnici sono inoltre incoraggiati a promuovere stage all’estero, scambi internazionali e il conseguimento di certificazioni linguistiche per favorire la mobilità dei futuri lavoratori.

La riforma non dimentica poi l’apprendimento permanente. In via sperimentale, i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA) potranno erogare direttamente percorsi di istruzione tecnica di secondo livello, qualora l’offerta sul territorio sia insufficiente. Questa misura mira a rispondere con flessibilità alle esigenze di riqualificazione della popolazione adulta, integrandosi nelle reti territoriali già esistenti.

Il nuovo assetto ordinamentale, che comprende indirizzi che spaziano dal settore economico (es. Turismo, Marketing) a quello tecnologico (es. Meccatronica, Informatica, Sistema Moda), dovrebbe diventare operativo per le classi prime a partire dall’anno scolastico 2026/2027, anche in molti, tra cui Flc Cgil, auspicano uno slittamento al 2027.

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