Prima Ora | Notizie scuola del 6 maggio 2026

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Crans-Montana, il medico ai compagni dei ragazzi ustionati: “Andate con loro in palestra, motivateli, decidete anche voi del loro futuro”

Ventiquattro mani da ricostruire. È l’immagine che Franz Baruffaldi Preis, direttore del Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Niguarda di Milano, ha usato per spiegare ai genitori degli studenti del liceo Virgilio la portata di ciò che i suoi chirurghi hanno affrontato in questi mesi. Un incontro voluto dall’associazione “I Virgiliani” per fare il punto sulle condizioni dei quattro alunni dell’istituto coinvolti nell’incendio di Crans-Montana.

Le ustione e la riabilitazione

Tutti e dodici i ragazzi feriti nell’incendio presentano ustioni gravi distribuite in modo simile: dorso, mani e gambe. Alcuni di loro hanno già subito tra le 18 e le 20 operazioni. In certi momenti i chirurghi hanno temuto di non farcela: per la ricostruzione delle sole mani è stato necessario un quantitativo di tessuto pari a quello che ricopre una coscia, prelevato dalla Banca dei Tessuti del Niguarda.

Nelle prossime settimane anche gli ultimi tre pazienti potranno tornare a casa, ma è proprio lì che inizia la fase più delicata. Il chirurgo ha sottolineato quanto sarà determinante l’impegno quotidiano nel seguire il percorso riabilitativo: massaggi, palestra, creme, guaine compressive. “Se il ragazzo si lascia andare, le cicatrici vincono la battaglia”, ha avvertito, precisando che la finestra temporale utile è limitata a circa un anno: dopo, i tessuti diventano rigidi e l’unica strada è un nuovo intervento. Il medico ha lanciato un appello diretto ai compagni di classe: “Anche voi potrete decidere del loro futuro, motivandoli. Sarebbe bellissimo se i compagni di classe trovassero del tempo per andare, ad esempio, con loro in palestra”.

Come riportato dal Corriere, sul fronte istituzionale, su proposta del deputato Giorgio Mulè, il governo starebbe valutando l’inserimento delle ustioni gravi tra le malattie rare, misura che garantirebbe la fornitura gratuita di alcuni ausili riabilitativi. Il primario ha anche ricordato che il decorso positivo non sarebbe stato possibile “se la Regione non avesse disposto il rientro immediato dalla Svizzera”.

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