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Riforma scuola, riflessioni di un elettore

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Vorrei puntualizzare alcuni aspetti del voto delle ultime Europee, e del  consenso per il PD.

Penso di poterlo fare perché ho votato il PD e quindi conosco i motivi per cui  io e molte altre persone abbiamo fatto tale scelta.

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Il motivo principale per cui è stata fatta tale scelta è la voglia di  cambiamento, ma non di cambiamento come la riforma annunciata dalla Sig.  Giannini.

Io non sono direttamente interessato, perché non sono un insegnante, per cui  penso di essere abbastanza neutro nei commenti. Dicevo, voglia di cambiamento, intesa come lotta alla corruzione, eliminazione  di impunità travestita da immunità, riduzione degli sprechi nella pubblica  amministrazione e negli appalti pubblici, una riforma delle pensioni degna di  tale nome, e quanto altro possa risollevare moralmente una classe politica  purtroppo umiliata negli ultimi tempi, e ci possa rendere fieri di essere  italiani.

Di questa benedetta riforma della scuola, che di fatto è una schiavizzazione  degli anni moderni a scapito di una categoria già pesantemente colpita nel passato, che di fatto si traduce solo in una macelleria sociale, ebbene, questa  riforma non l’ha chiesta nessuno e nessuno ne sente il bisogno.

Mi sembra di ricordare un discorso di Matteo Renzi in cui disse  “La scuola ha  già dato tanto, è arrivato il momento che riceva”. Ma cosa un aumento di lavoro non pagato? Ebbene fate le cose serie, legge elettorale, modifica del senato, lotta alla  corruzione e alla disoccupazione, altrimenti il mio voto come quello di milioni  di Italiani il PD se lo potrà scordare.

Una ultima analisi? ma chi è la Giannini, è filo Montiana? Non mi sembra che  alle ultime elezioni il suo schieramento abbiano avuto dei grandi risultati. Ripeto io ho votato PD, non ho votato Scelta Civica, pertanto sono legittimato  a non condividere la linea politica della Giannini e quindi del partito di  maggioranza che ho votato. Mi permetto di citare una frase che diceva tanti anni fa un mio capitano,  quando facevo la naia, “dare moneta vedere cammello”, quindi chi lavora deve  essere pagato e bene. Sempre diversi anni fa ho lavorato nell’ambito  scolastico, una scuola privata, e vi assicuro che lo stipendio degli insegnanti  è da fame e il carico di lavoro va ben oltre le 18 ore, una simile riforma mi  fa rabbrividire, è offensiva.

Quindi lasciate in pace la scuola, date i fondi per la carta delle fotocopie,  delle cartucce delle stampanti, i fondi per le gite, e per la carta igienica,  date un congruo aumento di stipendio a parità di ore ai docenti, e solo così  sarò contento di sapere che parte delle congrue tasse che pago allo stato  Italiano siano bene impiegate. Diversi articoli della costituzione possono essere inquadrati nell’ambito di  questa riforma, ma in particolare uno, il 36, offre molti spunti di riflessione

(Cito l’articolo: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata  alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare  a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della  giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo  settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”.

Quindi se fino ad oggi per 18 ore (quantità) è stato ritenuto congruo uno  stipendio X (retribuzione), per 36 ore, cioè il doppio, va da se che si dovrà  corrispondere uno stipendio pari ad almeno il doppio cioè 2X). Il nostro futuro sono i giovani e chi li educa, quindi i docenti, perché li  trattate come nemici da combattere e da abbattere? Inoltre un’ultima considerazione, di natura storica, viste le esternazioni   strampalate fatte in passato sulle ferie, sui ponti e sulle festività, per  favore vi ritengo persone serie, quindi evitate uscite ad effetto come queste  sulla scuola (che io definisco degne del circo TAPUM), richiamate all’ordine i  vostri ministri, evitate di fare allarmismo sociale, la situazione è già  difficile di suo.