Home Politica scolastica #riformabuonascuola, è protesta ad oltranza: a Giannini tocca la ‘pentolada’

#riformabuonascuola, è protesta ad oltranza: a Giannini tocca la ‘pentolada’

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Se il Governo tiene davvero all’approvazione della riforma della Scuola farebbe bene a preoccuparsi. Il 24 aprile, infatti, giorno in cui si è svolto il primo dei tre scioperi proclamati in tre settimane, si sono verificati una serie di eventi davvero poco favorevoli al via libera del provvedimento: a Roma hanno sfilato migliaia di lavoratori, che hanno così raccolto l’invito di Anief, Unicobas e Usb, per dire che “la scuola la cambiamo noi”; inoltre, l’adesione allo sciopero non deve essere stata così marginale visto che si hanno notizie di lezioni sospese in tantissime città e addirittura di scuole chiuse, soprattutto per mancanza di personale Ata (in questi casi viene da chiedersi come mai i dirigenti scolastici non abbiano predisposto il contingente minimo di servizio previsto dalla legge).

“Bisogna stracciare e buttare nel cestino il ddl”: ha detto il segretario nazionale di Unicobas, Stefano D’Errico. “La riforma va ritirata e riscritta daccapo”, ha ribadito Marcello Pacifico, presidente Anief.

La giornata, poi, ha fatto seguito all’iniziativa spontanea portata avanti da comitati autonomi che si sono raccolti in varie località d’Italia per realizzare dei flash mob e celebrare la ‘morte’ della scuola.

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Ma non è finita. Nella serata, sempre del 24 aprile, la protesta si è spostata anche alla Festa dell’Unità di Bologna, dove il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, è stato duramente contestato dai Cobas. Gli animi erano così accesi che il dibattito è stato interrotto. A far alzare la pressione, però, deve aver collaborato non poco anche l’atteggiamento del Governo, che continua a dirsi meravigliato per le contestazioni all’impianto di riforma. Nelle stesse ore in cui sfilavano i lavoratori a Roma, il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, continuava a dire che il ddl diventerà legge a giugno e che non si comprendevano i motivi della protesta: questo sciopero è “incredibile”, visto che con “il provvedimento si assumono centomila precari, si investono sulla scuola 3 miliardi di euro e 4 sull’edilizia scolastica”. Così, le proteste sono ancora più cresciute.

Alla Festa dell’Unità di Bologna, dedicata al 70esimo anniversario della Liberazione, non c’era la folla di gente che ha sfilato nella capitale. Ma sono bastate alcune decine di persone, studenti e insegnanti, appartenenti ai comitati di base, per interrompere il dibattito in corso. Appena ha iniziato a parlare il ministro Giannini, i contestatori hanno cominciato a battere cucchiai e forchette su pentole e padelle impendendole di fatto di parlare. Così, dopo appena 20 minuti il dibattito si è trasformato in un inatteso ‘rompete le righe’.

Sul palco c’era anche la senatrice Francesca Puglisi, responsabile Scuola e Università del Pd. Che ha poi dichiarato: “abbiamo subito un’aggressione in piena regola, che tra l’altro era stata preannunciata nella giornata di ieri. Non sono certa che i presenti in sala fossero insegnanti perché il ministro e io li abbiamo invitati a parlare sul palco – visto che ci eravamo rese conto della disinformazione circolante – ma hanno rifiutato ogni dialogo”.

 

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Poco dopo, su Twitter, Renzi ha improvvisato un botta e risposta con i suoi ‘followers’, tra cui anche i contestatori: il premier ha ricordato che “stiamo assumendo centomila precari”. E ancora: “siamo il governo che ha messo più risorse negli ultimi venti anni sull’edilizia scolastica #labuonascuola”. Il premier ha voluto poi sottolineare che “un insegnante ascolta e rispetta le idee di tutti. Impedire a altri di parlare è l’opposto di ciò che deve fare un educatore#labuonascuola”, riferendosi proprio a chi, a Bologna, ha impedito al ministro Giannini di esprimersi sul palco.

Nel frattempo, gli emendamenti, il cui termine per la presentazione è scaduto il 24 aprile, sono arrivati a quota 2.400: all’interno ci sono richieste di modifica di tutti i tipi, con quelle del Pd che per ovvi motivi hanno però maggiori possibilità di essere raccolte. Lunedì 27 aprile prenderà il via l’esame.

 

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