Si è svolto oggi, giovedì 24 luglio, l’incontro tra le Organizzazioni Sindacali della scuola e l’ARAN nell’ambito della trattativa per il rinnovo del CCNL 2022/2024, con riferimento al personale docente e ATA in servizio presso le istituzioni scolastiche e culturali italiane all’estero. Da un dettagliato report della Uil Scuola Rua, si notano delle evidenti divergenze di posizione tra l’Amministrazione e il sindacato guidato da Giuseppe D’Aprile.
Nel corso della riunione, la UIL Scuola RUA ha ribadito con forza le proposte già avanzate sin dall’apertura del tavolo, rivendicando il pieno ritorno alla contrattazione collettiva per quanto riguarda:
In buona sostanza è stato richiesto, senza trovare aperture da parte dell’Amministrazione, di ricondurre alla sede contrattuale tutte le disposizioni oggi gestite unilateralmente o delegate alla sola normativa ministeriale, a partire dal sistema di reclutamento. La richiesta è stata avanzata per ritornare alla centralità della contrattazione evitando le tante storture, evidenziate dalla Uil Scuola, dell’applicazione del d.lgs. 64/2017.
L’ARAN ha avuto una posizione totalmente negativa nei confronti delle richieste sindacali. Secondo l’Agenzia, infatti, le norme contrattuali sarebbero di fatto superate dalla Legge 107/2015 e dal conseguente D.Lgs. 64/2017, che rimandano la regolazione dei rapporti di lavoro al MAECI, negando di fatto la validità delle tutele e delle prerogative sindacali previste dal CCNL.
Tali divergenze tra ARAN e una parte nutrita dei sindacati, allontana notevolmente un possibile accordo contrattuale e quindi l’opportunità di ottenere gli arretrati e gli aumenti stipendiali entro la fine dell’anno solare. È bene ricordare che il contratto scuola 2022/2024 è già scaduto da più di 7 mesi e molto probabilmente si dovrà attendere il 2026 per trovare, tramite nuove risorse economiche e accordi normativi condivisi, la soluzione di un’intesa volta a firmare il rinnovo contrattuale.