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Rinviare il referendum del 29 marzo. Non c’è stato il tempo per discuterne

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Noi Partigiani della Scuola Pubblica chiediamo con forza al presidente della Repubblica Mattarella il rinvio del referendum del 29 marzo, poiché ristretto, limitato ed in alcuni casi inesistente, è il dibattito referendario.
Inoltre per i prossimi giorni si prospetta ancora un ulteriore decremento degli incontri pubblici per poter confrontarsi su un tema molto importante che riguarda la riforma della Costituzione con il taglio del numero dei parlamentari.
È un tema importante che riguarda la democrazia del nostro Paese, proprio perché riguarda il numero degli eletti in proporzione alla popolazione. Una scelta che, pur giustificata con un risparmio di risorse, potrebbe invece determinare una forte diminuzione della rappresentatività democratica del paese e quindi penalizzerebbe le regioni con una scarsità di popolazione o con una popolazione in notevole decrescita.
Ci uniamo quindi alla proposta del “Comitato per il No”, tra cui il costituzionalista napoletano Massimo Villone il quale ha affermato che il 29 marzo è una data troppo vicina e non è possibile fare una campagna referendaria come è giusto che ci sia.
Infatti, spiega Villone, che l’emergenza determinatasi per il coronavirus, segnala la necessità di un rinvio della data del referendum sul taglio dei parlamentari, poiché il decreto approvato per il contenimento della diffusione del virus, prevede la sospensione di manifestazione o iniziativa di qualsiasi natura di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico privato anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, quindi anche politico.

Partigiani della Scuola Pubblica

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