Home Politica scolastica Rischio di un muro di gomma su nodo politico per la mobilità

Rischio di un muro di gomma su nodo politico per la mobilità

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  • GUERINI

L’incontro per affrontare i nodi fondamentali sulla mobilità, che dividono profondamente i sindacati dalle posizioni del Miur, sarà probabilmente lunedì 28 novembre.

A quanto è dato sapere, anche se ancora non c’è l’ufficialità, il prossimo lunedì 28 novembre 2016, ci potrebbe essere il primo incontro “politico”, richiesto dai sindacati, per risolvere l’impasse sulla mobilità 2017/2018.

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Si prevedono più incontri di carattere politico per affrontare il nodo della mobilità territoriale e professionale su scuola o su ambito, infatti quello del 28 novembre è soltanto un incontro interlocutore. Gli altri incontri, ci viene riferito dai principali attori della discussione, avverranno, con ogni probabilità, subito dopo il 4 dicembre ovvero dopo il risultato del referendum costituzionale.

Il Miur questa volta non vuole cedere di un millimetro sul fatto di consentire deroghe alla legge 107/2015.

Per cui esiste il concreto rischio di un muro di gomma sul nodo politico per la mobilità, con la conseguenza di un Miur pronto a girare le spalle ai sindacati e applicare in modo fortemente restrittivo il comma 73 della legge 107/2015. Questo significherebbe che i soprannumerari delle singole scuole finirebbero su ambito territoriale e che la mobilità si svolgerà esclusivamente tra ambiti territoriali.

Lo stesso fatto che non si voglia affrontare il nodo politico in modo da risolverlo prima del 4 dicembre, potrebbe significare che non c’è la volontà da parte del Miur di assecondare le richieste dei sindacati.

Infatti i sindacati chiedono unitariamente di garantire il diritto alla mobilità volontaria da scuola a scuola, sia territoriale che professionale, non solo provinciale ma anche interprovinciale.

Il Miur non sembrerebbe disponibile ad assecondare la suddetta richiesta dei sindacati, tuttavia si attende di capire, dopo il primo probabile incontro “politico” del prossimo 28 novembre 2016, se ci dovessero essere delle aperture, o se, come sembra, la richiesta dei sindacati si infrangerà nella totale indifferenza di quel muro di gomma governativo che ha contraddistinto l’azione politica di questi ultimi anni