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Rischio qualità cibo a scuola

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In un sondaggio del 21 settembre, condotto dal sito www.coldiretti.it, relativo alle preoccupazioni delle famiglie per il cibo a scuola, si è scoperto che se la maggioranza dei genitori (52%) ritiene che per risparmiare a scuola si dovrebbe tagliare il costo degli accessori scolastici (zainetti, astucci, diari, colori, quaderni), il 27% il costo dei libri e il 12% quello delle attività integrative (gite, sport, musica, teatro, ecc.), solo il 9% ha chiesto di fare economia sulla qualità dei cibi offerti nelle mense scolastiche.

Una preoccupazione che «è aumentata dopo i casi accertati quest’anno dai carabinieri dei Nas di irregolarità e intossicazioni in alcune mense scolastiche che hanno anche fatto scattare ispezioni da parte del ministero della Salute».

Il rischio concreto «è, infatti, che il necessario contenimento dei costi venga perseguito con il ricorso nei menu ai cibi low cost, magari portando in tavola olio importato dalla Tunisia, con un minor contenuto di antiossidanti, oppure biscotti e merendine piene di grassi o del similgrana ottenuto da latte straniero che non ha nulla a che fare con il parmigiano Reggiano e il Grana Padano». Occorre fare attenzione, ha concluso Coldiretti «anche alla presenza di cibi importati, soprattutto frutta e verdura, poiché non va dimenticato che l’Italia detiene il primato in Europa e nel mondo per il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici oltre il limite (0,4%)».