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Aggiornato il 18.11.2025
alle 16:27

Riscoprire le relazioni in un mondo digitale: al Festival Luce di Firenze focus su autenticità, inclusione e consapevolezza online

Gabriele Ferrante

Si conclude oggi a Firenze la quinta edizione del Festival promosso da Luce! News – progetto editoriale del Gruppo Monrif sui temi della diversità e dell’inclusione – che anche quest’anno ha portato a Palazzo Vecchio due giornate di incontri, visioni e contaminazioni tra cultura, giovani, diritti, impresa e creatività.

Il tema di questa quinta edizione, “Senza Filtri” – si legge in una nota – è un invito a spogliarsi delle maschere digitali e riscoprire la verità dello sguardo, la forza delle relazioni autentiche e della coesione, il valore dell’esperienza reale in un mondo sempre più mediato dagli schermi.

La mattinata di ieri – come riferisce l’Ansa – è stata interamente dedicata agli studenti nella Sala d’Arme: un percorso tra testimonianze, musica e dialoghi per riflettere insieme su educazione, prevenzione, coesione e inclusione.

Ieri dunque, dopo i saluti istituzionali, ha aperto il Festival Mattia Villardita, il trentenne savonese che dal 2018 visita i reparti pediatrici di tutta Italia vestito da Spider-Man, per infondere coraggio a tutti i bambini e le bambine che soffrono. Per la sua attività, nel 2021, è stato nominato Cavaliere della Repubblica dal Presidente Mattarella. Per Salani ha già pubblicato “Io e Spider-Man”, con cui ha vinto il prestigioso premio Elsa Morante Ragazzi e il premio letterario Angelo Zanibelli.

Questo – come riporta Il Resto del Carlino – il suo messaggio a una platea di giovanissimi studenti: “Vivere senza filtri in un mondo digitale significa riscoprire l’autenticità, un valore sempre più raro nell’era dei social. Le piattaforme ci spingono a mostrare solo versioni perfette di noi stessi, ma la vita reale è fatta anche di imperfezioni, fragilità e momenti di verità. Essere autentici vuol dire accettarsi e comunicare senza maschere (anche nel mio caso), dando più spazio alla spontaneità che alla prestazione. In un contesto dominato dall’immagine, scegliere la trasparenza diventa un atto di coraggio: è così che si costruiscono relazioni profonde, non basate sui “like”, ma sulla fiducia reciproca.” Il suo consiglio è quello di costruire relazioni vere, fatte di piccoli e quotidiani gesti d’amore incondizionato, quel dare senza avere che al giorno d’oggi non si sa più neanche che esista.

Villardita ha passato poi il testimone ad alcuni esperti che hanno coinvolto i ragazzi su un tema più che mai attuale: “In strada sicuri davvero. Riconosco il rischio evito l’errore”.

Alle 11, Daniele Cassioli – campione paralimpico di sci nautico, dirigente sportivo, scrittore e formatore, presidente e fondatore di Real Eyes Sport – ha dialogato con altri ospiti sul tema “Dove nasce l’inclusione: voci e azioni per una società che accoglie”. Per Cassioli, vivere senza filtri significa avere il coraggio di condividere le proprie vulnerabilità e, allo stesso tempo, proteggere quelle degli altri dal giudizio del mondo. Le squadre più forti sono quelle in cui ci si aiuta, in cui ognuno mette in campo la propria parte autentica. Essere “senza filtri” vuol dire anche riconoscere il valore di ciò che abbiamo dentro. Oggi – dice Cassioli – chiediamo all’intelligenza artificiale di correggere qualsiasi cosa scriviamo, ma il contenuto resta più importante del filtro: serve fiducia in ciò che possiamo offrire di noi stessi, e in ciò che davvero vale la pena condividere.

Per finire, l’incontro “Educare per essere liberi”: criminologi, dirigenti della polizia postale e content creator hanno sottolineato quanto sia oggi necessaria la consapevolezza delle opportunità che social network e tecnologie digitali offrono, ma anche dei rischi che nascondono. La consapevolezza, quindi, è la chiave per non diventare schiavi della tecnologia, per non uniformarsi e per evitare di essere condizionati dalle dinamiche, spesso distorte, dei social, che portano ad assumere o subire comportamenti spesso imprudenti e inappropriati. Per essere pienamente se stessi, bisogna imparare ad andare oltre lo schermo e a dedicare più tempo alle relazioni umane. Oggi nella sala dei Cinquecento tanti ospiti importanti – tra i quali Enrico Mentana, Carlo Conti e il cardinale Pizzaballa – si interrogheranno su altre importanti tematiche: quali leadership per l’impresa del futuro; stampa, televisione e verità; educare alla consapevolezza e tanto altro ancora.

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