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Ritorno a scuola, Azzolina chiede l’aiuto dei Prefetti: ancora alto il rischio trasporti affollati, inevitabili i doppi turni [IL PUNTO]

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  • GUERINI

Il rientro a scuola di due oltre milioni e mezzo di studenti delle superiori, a partire dal 7 gennaio, sarà favorito dai Prefetti. A chiedere loro di coordinare, nei rispettivi territori, l’organizzazione del sistema del trasporto legato all’attività scolastica è stato direttamente il ministero dell’Istruzione: d’accordo con il dicastero dell’Interno, da viale Trastevere è partita quella che sembra più di un semplice ipotesi considerando che nella giornata del 30 novembre ha preso corpo l’ipotesi di vederla inserita nel prossimo Dpcm sulla gestione del Paese nel periodo natalizio senza abbassare la guardia rispetto al Covid-19.

Il nodo delle Città metropolitane

L’idea di incaricare i Prefetti è evidentemente subentrata a seguito del fatto che rispetto ad un mese fa non è cambiato quasi nulla a livello di potenziamento della rete di bus, pullman e metropolitane dei grandi centri.

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L’operato dei Prefetti si concentrerà soprattutto delle Città metropolitane, ad iniziare dalla capitale e da Milano, dove la “sofferenza” dei mezzi di trasporto è maggiore e le vetture nelle ore di punta si riempiono di passeggeri sino quasi alla capienza massima.

Il loro impegno servirà a velocizzare la riorganizzazione delle corse, da coordinare in base ai nuovi orari scaglionati e quindi ai probabili doppi turni di molti istituti superiori.

Azzolina: rientro differenziato

Una strada, tra l’altro, che combacia con quanto dichiarato solo il giorno prima della ministra Lucia Azzolina, che parlando a Canale 5 ha detto che si sta andando verso “la riapertura con gradualità”.

Inoltre, sempre la titolare del MI ha annunciato che “per le superiori ci sono criticità ma non riguardano il Paese intero. Nelle piccole province il trasporto funziona bene. Se è necessario scaglionare di più gli ingressi, lo faremo, sono misure che vanno decise territorio per territorio. Il problema trasporti non esiste per tutto il territorio nazionale”.

Quello che si sta profilando, quindi, sembra un sistema di riapertura a regime del 100 per cento delle scuole superiori che avverrà non contemporaneamente.

Molto probabilmente, i primi a rientrare saranno gli studenti delle classi terminali, quindi delle quinte che a giugno saranno impegnati con gli esami di maturità e che quindi hanno maggiore esigenza di tornare quanto prima in classe.

Sinpref: servirà un’attenta analisi

Antonio Giannelli, presidente del Sinpref, Associazione Sindacale Funzionari Prefettizi, ha giudicato positivamente la “possibile volontà di attribuire alla rete delle Prefetture anche la gestione di una rapida riorganizzazione dei trasporti in vista della riapertura delle scuole, appuntamento importantissimo”

“Riorganizzare i trasporti – ha continuato – sarà un compito impegnativo e delicato che richiederà un’attenta analisi delle specificità locali ed il coordinamento di tutti gli attori istituzionali coinvolti per assicurare la ripresa in sicurezza delle attività scolastiche”.

Italia Viva: basta col perdere tempo!

Nella maggioranza c’è però chi non si rassegna a questa eventualità di rientro, che prevede tempi piuttosto lunghi.

Ad iniziare da quelli per trovare un accordo: conte aveva chiesto di chiudere il confronto e trovare una soluzione nella maggioranza entro il 30 novembre.  Ma così non è stato.

“Non si può perdere tempo, non si può farlo perdere al Paese”, hanno detto i rappresentanti di Italia Viva durante la riunione di maggioranza svolta lunedì 30.

Sulla scuola, come sul Mes, sul piano vaccini, unità di missione per il Recovery Fund in bilancio, i renziani hanno detto che “sembra non si voglia discutere di merito, ma rinviare all’infinito”.