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Ritorno a scuola, Azzolina: “Non decido tutto io. Avevo chiesto due miliardi e ne abbiamo ottenuto uno”

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Non tutte le decisioni sono partorite e condivise dal Ministro dell’Istruzione ma spesso passerebbero sopra la testa del capo di viale Trastevere. Almeno, per quanto riguarda in questo caso il ritorno a scuola.

E’ quanto emerge dall’intervista che Lucia Azzolina ha rilasciato al quotidiano La Stampa: “Parliamoci chiaro: posso essere d’accordo o meno sulle singole misure individuate per la riapertura il 14 settembre, ma non le decido io. La regola del metro di distanza degli studenti tra loro e con i professori, e anche l’uso delle mascherine, sono scelte del ministero della Salute. Così come i fondi per l’edilizia scolastica non li decido io, ma il ministero dell’Economia. Io devo fare lo slalom tra questi paletti”.

E sul miliardo strappato al Ministro Gualtieri per ripartire a settembre, Azzolina spiega: “Abbiamo già un miliardo stanziato per la ripartenza di settembre io ne ho chiesti almeno due. Ma il ministro Gualtieri ha fatto resistenza: del resto non c’è un solo ministro del Tesoro che dia volentieri soldi alla scuola…”, afferma la ministra.

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Azzolina conferma che è arrivato l’accordo con le Regioni e che, a meno di incredibili sorprese, oggi, 26 giugno, sarà ufficializzato il tutto. A quanto pare il Ministero ha ceduto alle richieste delle Regioni in toto, tranne su due punti: “Di fatto, abbiamo accolto praticamente tutte le loro richieste. Ho resistito solo su un paio: avrebbero preferito che non ci fossero rappresentanti degli studenti e delle famiglie al tavolo della trattativa a livello regionale, ho proposto che accettino che famiglie e studenti vengano ascoltati dagli Uffici scolastici regionali. E poi sulla didattica a distanza per le scuole secondarie superiori, quelle dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni: le regioni sono contrarie, ma gli studenti me l’hanno chiesto, perché sbattere loro la porta in faccia? Abbiamo raggiunto un compromesso”.

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