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Robot umanoidi per interagire con i bambini affetti da autismo

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In un futuro ormai prossimo i robot potrebbero essere parte integrante delle terapie per l’autismo nei bambini. Attualmente siamo ancora nella fase della sperimentazione, con un numero crescente di automi e software pensati per aiutare i piccoli affetti da questo disturbo.  Un primo esempio arriva da Behaviour Labs, start up catanese impegnata nel campo della robotica sociale, ha ideato RoboMate, una piattaforma informatica che consente di far interagire i robot umanoidi con i bambini affetti da autismo.

RoboMate  si comanda attraverso un tablet e con pochi clic consente al terapista di selezionare la scheda del paziente, impostare il piano terapeutico e azionare il robot”. Quest’ultimo, come dimostrano alcuni test effettuati in collaborazione con il Cnr di Messina, “è un forte catalizzatore dell’attenzione del bambino, che si sente rassicurato perché, a differenza dell’uomo, il robot compie un’azione per volta senza confonderlo con troppi input”.  Tra i centri e le strutture sanitarie nelle quali si testerà l’utilità della robotica nella lotta contro l’autismo nei bambini c’è l’Ospedale Gaslini di Genova.

Il protagonista delle terapie robotiche contro l’autismo sarà iCub, il robot bambino dell’Istituto Italiano di Tecnologia. iCub, nonostante abbia le sembianze di un bambino di cinque anni, è uno dei robot umanoidi più avanzati. Non è un caso che questo social robot venga studiato in molti centri di ricerca di tutto il mondo così come non è un caso che sia stato scelto per la sperimentazione del Gaslini. Questo umanoide interagisce con noi, grazie allo sguardo e alle espressioni del viso. Il suo corpo è ricoperto da pelle artificiale che consente a questo androide di avere la percezione del contatto fisico e degli oggetti che lo circondano, proprio come una specie di tatto umano.

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