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Salone del Libro di Torino: le “Visioni”

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Al Lingotto si apre ogni anno a maggio il Salone del Libro con una linea editoriale e un lavoro di comunicazione. Quest’anno si guarda al mondo arabo, e si è scelto il tema della “Visione”. La violenza della realtà è troppo forte per non ascoltarla e la reazione al terrorismo, ai regimi brutali, agli incubi del nostro tempo, viene declinata in vari modi, con sguardo fiducioso, visionario, verso il futuro.

Un po’ di ottimismo viene intanto dal nuovo assetto societario che attraverso una fondazione per il libro ha visto l’ingresso di Mibact, Miur e banche, dunque soldi per uscire da un’incertezza economica e rilanciare.

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Il ministro della cultura, Dario Franceschini inaugura e nel pomeriggio il presidente emerito Napolitano presenta il suo libro Europa, politica, passione.

 

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L’accelerazione della storia recente tra Nord Africa e medio oriente ha duqnue fatto breccia, mentre il Salone ospita quelli che sanno sognare e guardare lontano, che non si fanno ingabbiare nel terrore e nell’odio.

Tra gli scrittori,  tra gli altri Ben Jelloun, Shirin Ebadi, Adonis.

Il programma della prima giornata prevede anche il direttore del Museo del Bardo di Tunisi, l’esposizione dei manoscritti originali dei quaderni di Gramsci, l’installazione di Michelangelo Pistoletto con migliaia di libri sottratti al macero.