Nel suo messaggio di fine anno dal Quirinale, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dedicato un passaggio di particolare vigore ai cittadini più giovani, esortandoli a diventare protagonisti attivi del domani. In un momento storico che vede l’Italia proiettarsi verso il 2026 e celebrare l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica, il Capo dello Stato ha voluto contrastare i pregiudizi che spesso gravano sulle nuove generazioni.
Oltre gli stereotipi: un invito al coraggio
Il Presidente ha apertamente contestato le descrizioni superficiali di chi giudica i giovani senza conoscerli davvero, etichettandoli come “diffidenti, distaccati o arrabbiati”. Al contrario, Mattarella ha rivolto loro un invito esplicito: “non rassegnatevi”. L’esortazione è quella di essere esigenti e coraggiosi, rivendicando il diritto e il dovere di scegliere il proprio futuro.
Il parallelismo storico: la responsabilità dei “nuovi costruttori”
Un elemento centrale del discorso è il richiamo alla memoria storica. Mattarella ha chiesto ai giovani di sentirsi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna dalle macerie della guerra e del fascismo.
Le parole del Capo dello Stato sono state riprese dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che ha espresso apprezzamento per lo “sprone” rivolto ai giovani, ribadendo l’importanza della credibilità internazionale del Paese in vista del traguardo degli ottant’anni della Repubblica.