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Aggiornato il 12.01.2026
alle 12:28

Sciopero della scuola del 12 e 13 gennaio, ecco chi si sta fermando e perché

Il primo sciopero della scuola del 2026 è iniziato oggi, 12 gennaio, e durerà fino a tutta la giornata di domani. A incrociare le braccia sono i lavoratori delle scuole pubbliche, comunali e private, su sollecitazione dei sindacati Flp, Confsai, Conalpe, Csle.

Si chiede, tra le altre cose, l’aumento degli stipendi, il riconoscimento dei buoni pasto, l’estensione del lavoro usurante a tutti i lavoratori del comparto e più controlli sui dirigenti che non applicano correttamente il CCNL.

A meno di una settimana dalla ripresa delle lezioni dopo la pausa natalizia, insomma, il mondo della scuola torna a mobilitarsi, come avvenuto più volte nei mesi precedenti.

Quali lavoratori si stanno fermando

Come ricordato da La Tecnica della Scuola, infatti, lo sciopero odierno arriva dopo un vero e proprio “autunno caldo” del settore. Per il comparto istruzione e ricerca, si legge nel Cruscotto scioperi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si ferma “il personale ausiliario, tecnico e amministrativo (ATA), il personale educativo e scolastico, il personale non dirigente e il personale docente”.

Per il comparto funzioni locali, invece, incrocia le braccia il “personale insegnante delle scuole gestite dagli enti locali, il personale educativo dei servizi educativi per l’infanzia, il personale docente delle scuole dell’infanzia e il personale non dirigente”.

Le ragioni dello sciopero

A mettere nero su bianco le ragioni della manifestazione è il sindacato Csle. Oltre a quelle già accennate, si chiede anche l’introduzione dello psicologo esterno nelle scuole, “dedicato al personale che ne richiede la prestazione”.

E ancora, all’ordine del giorno vi sono “la riduzione dell’attuale età pensionabile; la richiesta di apertura delle graduatorie educatori e delle immissioni in ruolo; l’applicazione e scorrimento delle graduatorie per gli insegnanti di sostegno; l’abolizione della possibilità da parte delle famiglie di confermare l’insegnante di sostegno precario; l’abolizione dell’uso dell’algoritmo per l’attribuzione delle supplenze nelle Gps”.

Manifestazione slittata di alcuni giorni

Lo sciopero era stato proclamato a metà dicembre dal Csle, per i giorni del 9 e 10 gennaio. Queste date sono state tuttavia contestate dal Commissario di garanzia sull’attuazione della legge sugli scioperi.

Per quanto riguarda le scuole comunali, è stato criticato il “‘mancato rispetto della regola della rarefazione oggettiva‘, con riferimento allo sciopero precedentemente convocato dall’organizzazione sindacale Fisi“.

Per le scuole statali, è stata invece riscontrata una “violazione della franchigia natalizia”, secondo la quale “non possono essere proclamati scioperi nei tre giorni successivi alla ripresa delle attività didattiche dopo la pausa natalizia e pasquale“.

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