Breaking News
Aggiornato il 12.01.2026
alle 11:23

Sciopero delle scuole del 12 e 13 gennaio 2026, tutto quello che c’è da sapere: orari, lavoratori interessati, motivazioni

Si terrà il 12 e 13 gennaio 2026 il primo sciopero dell’anno delle scuole pubbliche, comunali e private. A convocarlo, si legge nel Cruscotto scioperi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono i sindacati Flp, Confsai, Conalpe, Csle. Diverse le rivendicazioni, dall’aumento degli stipendi “con la reale applicazione di esso come standard europeo”, al riconoscimento dei buoni pasto “come già riconosciuti ai dipendenti del Mim, Direzione Regionali e Usp”, dall’estensione del lavoro usurante “a tutti i lavoratori delle scuole di ogni ordine e grado”, ai controlli sui dirigenti “che non applicano correttamente il CCNL creando difficoltà psicofisiche al personale”.

Quali lavoratori si fermeranno

Lo sciopero del 12 e 13 gennaio arriva dopo diversi altri che hanno riguardato il settore nei mesi precedenti, a cui La Tecnica della Scuola ha dedicato vari approfondimenti. Questa volta, per il comparto istruzione e ricerca incroceranno le braccia (per l’intera gornata) “personale ausiliario, tecnico e amministrativo (ATA), personale educativo e scolastico, personale non dirigente e personale docente”. Per il comparto funzioni locali, invece, si fermeranno “personale insegnante delle scuole gestite dagli enti locali, personale educativo dei servizi educativi per l’infanzia, personale docente delle scuole dell’infanzia e personale non dirigente”.

Le ragioni dello sciopero

A mettere nero su bianco le ragioni della manifestazione è il sindacato Csle. Oltre a quelle già accennate, si chiede anche l’introduzione dello psicologo esterno nelle scuole, “dedicato al personale che ne richiede la prestazione”. E ancora, all’ordine del giorno vi sono “la riduzione dell’attuale età pensionabile; la richiesta di apertura delle graduatorie educatori e delle immissioni in ruolo; l’applicazione e scorrimento delle graduatorie per gli insegnanti di sostegno; l’abolizione della possibilità da parte delle famiglie di confermare l’insegnante di sostegno precario; l’abolizione dell’uso dell’algoritmo per l’attribuzione delle supplenze nelle Gps”.

Perchè è slittata la manifestazione

Lo sciopero era stato proclamato a metà dicembre dal Csle, per i giorni del 9 e 10 gennaio, quando dovrebbero fermarsi altre categorie, a partire dai trasporti. Queste date sono state tuttavia contestate dal Commissario di garanzia sull’attuazione della legge sugli scioperi, che ha riscontrato delle violazioni. Per quanto riguarda le scuole comunali, si tratta del “‘mancato rispetto della regola della rarefazione oggettiva‘, con riferimento allo sciopero precedentemente convocato dall’organizzazione sindacale Fisi“. In breve, tra scioperi analoghi è richiesta una distanza temporale minima, che in questo caso sarebbe mancata essendo la manifestazione di Fisi già convocata per il 12 gennaio.

La “franchigia natalizia” non rispettata

Per le scuole statali, è stata invece riscontrata una “violazione della franchigia natalizia”, secondo la quale “non possono essere proclamati scioperi nei tre giorni successivi alla ripresa delle attività didattiche dopo la pausa natalizia e pasquale“. Dal momento che le lezioni, nella maggior parte delle regioni, sono cominciate il sette gennaio, lo sciopero è stato fatto slittare alle date attuali del 12 e 13, così da rispettare la franchigia.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate