L’occupazione del liceo classico Manzoni di Milano si è conclusa sabato, 15 febbraio, lasciando sui muri della scuola tracce che dividono la comunità scolastica. Nei corridoi campeggiano scritte e murales, tra cui un grande graffito con la sigla “ACAB” (All Cops Are Bastards), la frase “Manzoni antifascista” su una porta dei bagni e messaggi in memoria dell’anarchico greco Kyriakos Csymitiris. Anche le aule non sono state risparmiate, con scritte come “Free Palestine” e “Amerò la Polizia quando arresterà i criminali“.
Sulla questione è intervenuta la dirigente scolastica, sottolineando che gli studenti non hanno arrecato danni materiali e che il problema delle scritte sui muri è una questione ricorrente. Come riporta il Corriere, ora spetta al Consiglio d’Istituto decidere se procedere con la ritinteggiatura a spese della scuola, come già avvenuto due anni fa, quando il costo fu suddiviso tra le famiglie degli studenti.
Nel frattempo, il Collettivo Politico Manzoni ha difeso l’occupazione con un comunicato, affermando di voler trasformare la scuola in un “luogo di analisi antagonista della società”.
Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate