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31.12.2025

Scrittura in corsivo patrimonio dell’umanità? Lo chiede all’Unesco l’Istituto Grafologico internazionale di Urbino

Non sarà un’idea un po’ balzana, d’altri tempi – nell’era dell’Intelligenza Artificiale – sostenere l’importanza della scrittura in corsivo, auspicarne il ritorno in forze nella nostra vita quotidiana?

Certo che no, almeno secondo l’Istituto Grafologico Internazionale ‘Girolamo Moretti’ di Urbino che anzi rilancia, lanciando una campagna affinché la scrittura in corsivo sia riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Il progetto si inquadra nell’ambito dell’art. 29 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza che propone un approccio olistico all’educazione, per assicurare che le opportunità educative riflettano un equilibrio appropriato tra gli aspetti fisici, mentali, spirituali ed emozionali dell’educazione e le dimensioni intellettuali, pratiche e sociali.

L’uomo – si legge sul sito dell’Istituto – ha raccontato di sé e del suo tempo incidendo prima sulla pietra , poi tratteggiando sulla stoffa, papiri o carta la rappresentazione grafica della lingua parlata. Quel complesso di segni manoscritti ha tramandato saperi e raccontato storie, l’uomo si è evoluto scrivendo.

Oggi – continuano i promotori della Campagna – la scrittura manoscritta, fondamento della nostra civiltà, rischia di scomparire soppiantata dalle tastiere dei computer, tablet, smartphone, o programmi di scrittura vocale. Un scrittura omologata che facilita il fare ma certamente non aiuta ad essere, a crescere.

In effetti, possiamo affermare che più che un rischio è una realtà: forse soltanto alla scuola materna e primaria i bambini continuano a scrivere letterine a Natale o per la festa della mamma (spesso a stampatello), ma poi? Quanti adolescenti sanno cos’è una lettera, una busta, un francobollo? Reperti archeologici, per la stragrande maggioranza.

La campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica prevede il coinvolgimento di enti, istituzioni, università, scuole e associazioni che condividano gli obiettivi dell’Istituto: organizzazione di iniziative pubbliche, eventi e convegni, realizzazione della Giornata Nazionale della Scrittura a mano, un Festival della Scrittura a mano.

L’idea dell’Istituto Grafologico di Urbino accoglie dunque senza riserve le nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo della Scuola dell’infanzia e del Primo ciclo di istruzione, firmate Valditara, dove scrivere è assimilato a vivere e si apprende a scuola.

Nelle scuole del primo ciclo di istruzione – si legge nelle Indicazioni – la scrittura è fondamentale e va curata con particolare attenzione, a partire dall’apprendimento della scrittura a mano con riferimento al corsivo e alla calligrafia, perché agevola lo sviluppo della coordinazione oculo-manuale, allontana i bambini dagli schermi e permette di tutelare gli spazi vitali dell’esperienza concreta, ingrediente necessario per affinare pensiero e ragionamento. Inoltre, scrivere in corsivo permette di migliorare l’attenzione al dettaglio e alla percezione della separazione fra le parole (rispetto all’uso dello stampato maiuscolo) ed esercita il pensiero nel rispettare l’ordine di composizione delle parole nello spazio della pagina. È nota la correlazione fra saper scrivere e saper concettualizzare, studiare, capire un discorso. La scrittura è molto più che una tecnologia della parola: è saper strutturare il pensiero in un orizzonte di senso che è anche introspezione, cura di sé. Ed è avviamento al pensiero riflessivo. Scrivere mette, inoltre, in discussione il mito della velocità: richiede silenzio, concentrazione, lentezza. Non si scrive solo per essere capiti; a scuola si scrive per capire e per capirsi. Per questo la didattica della scrittura assume un ruolo cruciale sin dalla scuola del primo ciclo.

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