Scale, gradini, dislivelli. Ma anche porte troppo strette, ascensori non adeguati, servizi igienici non attrezzati. Sono solo alcune delle barriere architettoniche con le quali, giorno dopo giorno, si confrontano le persone con disabilità. Anche a scuola, dove c’è molto da fare per rendere gli edifici accessibili a tutti.
A tracciare un quadro degli “accorgimenti per il superamento delle barriere architettoniche” sono gli open data del ministero dell’Istruzione e del Merito. I dati sono aggiornati all’anno scolastico 2022/23 e riguardano oltre 61mila edifici scolastici in tutto il Paese, escluse le province autonome di Trento e Bolzano.
Il ritratto che emerge è in chiaroscuro. Infatti, se da una parte la percentuale di edifici in cui degli adeguamenti generici sono stati effettuati è molto alta (oltre l’80%), sui singoli indicatori i valori calano, a volte di parecchio.
Come spiegato da La Tecnica della Scuola, citando l’ultima rilevazione Istat, negli ultimi anni sono aumentati “gli alunni con disabilità che frequentano le scuole italiane di ogni ordine e grado“: nel dettaglio, nell’a. s. 2023/24 erano circa 359mila, il 6% in più rispetto all’anno precedente, il 4,5% dell’intera popolazione scolastica.
Il trend è in crescita, con 75mila studenti con disabilità in più negli ultimi cinque anni, un aumento del 26%. A fronte di ciò, c’è da rilevare anche un incremento del numero dei docenti di sostegno con formazione specifica. Però non sembra bastare: secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, negli ultimi quattro anni sono passati dal 63% al 73%, “ma sono ancora molti gli insegnanti non specializzati (27%, nel Nord 38%) e l’11% viene assegnato in ritardo”, tanto che la maggior parte degli alunni con disabilità cambia almeno una volta l’anno il docente di sostegno.
Venendo agli interventi sulle barriere architettoniche, uno dei più importanti riguarda l’accesso esterno con rampe, che per essere pienamente fruibili alle persone con disabilità devono avere una pendenza inferiore all’8%. Ciò è garantito in oltre 43.500 edifici scolastici, circa il 71% del totale, mentre per 11mila, il 19%, non si hanno informazioni. Altri seimila edifici, il 10%, non sono provvisti di rampe.
Altro indicatore fondamentale per misurare l’accessibilità sono le scale a norma. Vale a dire con l’alzata dei gradini (cioè la loro altezza) non superiore a 16 centimetri e la pedata (cioè la lunghezza) non inferiore a 30 cm. A essersi adeguate sono circa 35mila scuole (57%) mentre per 16mila non ci sono i dati (26%) e per 10mila (17%) è messo nero su bianco che le scale non sono a norma.
Strettamente connesso è il tema del servoscala o delle piattaforme elevatrici, indispensabili per aiutare gli studenti con disabilità a passare da un piano all’altro. Solo 9.500 edifici dichiarano di averli installati, il 15% del totale. Per altri 23mila i dati non sono disponibili (38%), mentre in ben 28mila le piattaforme sono assenti (47%).
Sempre in tema di elevazione, il rapporto chiarisce anche la situazione degli ascensori. Per trasportare le persone con disabilità, ricordano da viale Trastevere, essi devono misurare almeno 1,1 per 1,4 metri. In questo caso sono circa 22mila gli edifici scolastici attrezzati (36%), mentre per circa 18mila non sono disponibili i dati (32%). In altri 19mila edifici (32%), infine, gli ascensori non sono a norma.
Ultimo, ma non per importanza, il tema delle porte e dei servizi igienici. Per quanto riguarda le prime, esse devono avere una largezza minima di 90 centimetri. Oltre 43mila edifici hanno si sono adeguati, il 70% del totale. Per quasi 13mila i dati non sono disponibili (21%), mentre per 5.500 è messo nero su bianco che le porte non sono adeguate (9%).
Sui servizi igienici per le persone con disabilità, infine, le scuole attrezzate sono circa 42mila, il 68% del totale. Gli edifici per cui i dati non sono disponibili sono circa 13mila, il 22% del totale, mentre circa seimila non sono dotati di servizi igienici a misura di persone con disabilità (10%)