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Scuola paritaria: Turi (Uil Scuola) contro Casellati

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Duro attacco del segretario nazionale di Uil Scuola Pino Turi alle dichiarazioni della presidente del Senato Elisabetta Casellati.

“Si scrive libertà educativa e si legge finanziamento pubblico dell’istruzione dei privati”
afferma sarcasticamente Turi che subito aggiunge:L’istruzione non è un prodotto, non si valuta con il metro del mercato, ma con il pluralismo che garantisce un insegnamento laico e di qualità che vale sia per i ricchi che per i poveri, sia per i credenti che per gli atei”.
E poi spiega: “Si parla di libertà di insegnamento e contemporaneamente si pensa di affidarlo ad imprenditori privati: un paradosso, anzi un errore. E’ intuitivo che un docente, reclutato sulla base di valutazioni economiche, valoriali o confessionali, non possa mantenere l’impegno di una vera libertà di insegnamento. Libertà che sarebbe su mandato, condizionata dal dipendere dal datore di lavoro che ne definisce gli ambiti di intervento. Non ultimi anche economici”.

“I Padri costituenti – aggiunge ancora il segretario di Uil Scuola – lo capirono ed affidarono allo Stato il compito di garantirne la laicità a partire dall’educazione libera e plurale. 
Sotto l’egida di un conflitto laici-cattolici si prepara la strada per il finanziamento delle scuole private, nascoste sotto la qualifica di parità”.
Afferma ancora Turi: “Difesa, giustizia, istruzione, ordine pubblico e istruzione sono funzioni dello Stato che svolge una funzione insostituibile. Il sistema delle convenzioni, in uno Stato che mostra tutti i suoi limiti nell’attività di regolamentazione del mercato, come potrebbe rispondere efficacemente su beni immateriali come quello dell’istruzione? Un salto nel buio che cercheremo di contrastare in ogni modo”.

La legge 62 del 2000

Come è noto la possibilità di finanziare il sistema paritario è prevista dalla legge n. 62 del 2000 molto contestata da sindacati e movimenti ma sulla quale non è mai stato proposto un referendum. Spesso, anzi, se ne parla come di una legge incostituzionale ma, in quasi 20 anni, la Corte Costituzionale non ha mai evidenziato profili di illegittimità.
Per la verità va anche detto che il programma elettorale del M5S prevedeva la drastica riduzione dei finanziamenti al sistema paritario ma con la legge di bilancio per il 2019 i fondi sono rimasti del tutto intatti.

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