“Superare le tradizionali distinzioni cromatiche legate all’identità di genere”. È la ragione messa nero su bianco da Fabiana Novello, dirigente scolastica di Bovisio Masciagi, in provincia di Monza Brianza, per motivare la decisione di uniformare il colore dei grembiuli delle primarie da lei dirette. A riportare la notizia è PrimaMonza. “Al fine di favorire un ambiente sempre più inclusivo ed equo, tutti gli studenti e le studentesse indosseranno un grembiule di colore blu“, ha scritto la preside in una comunicazione.
“La decisione del Consiglio di Istituto“, scrive ancora la preside, citata dal quotidiano, “racchiude un profondo significato pedagogico e sociale: il colore blu è stato scelto come simbolo, a favore dell’identità della persona nella sua unicità, obiettivo primario a cui il nostro Istituto mira quotidianamente; la scelta intende superare le tradizionali distinzioni cromatiche legate all’identità di genere (bianco per le bambine e blu per i bambini), promuovendo la parità fin dai primi anni della scuola primaria”.
La decisione della dirigente ha incontrato però una netta opposizione da parte della Lega. “Con tutti i problemi che riguardano la scuola, davvero il tema prioritario in una primaria è il colore del grembiule?”, ha affermato Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Regione Lombardia. “Per generazioni bambini e bambine sono cresciuti con grembiuli blu, neri, rosa o bianchi. […] Trasformare anche il grembiule in una questione ideologica e politica appare una forzatura incomprensibile”.
“La scuola dovrebbe occuparsi prima di tutto di educazione, formazione, merito, rispetto e qualità dell’insegnamento“, ha aggiunto l’esponente della Lega, citato dalla testata. “Portare nelle scuole primarie certe categorie che richiamano il pensiero woke significa caricare bambini piccoli di temi che non appartengono alla loro età e che rischiano solo di creare ulteriore confusione. Maschi e femmine esistono a livello biologico e non si cancellano con un grembiule uguale per tutti“.
“Evidentemente invece qualcuno pensa che per promuovere la parità dei diritti, che già esiste, si debbano annullare le identità sessuali”, ha concuso Corbetta. “Nulla di più sbagliato. Come Lega chiederemo chiarimenti al Ministero dell’Istruzione e all’Ufficio scolastico competente. Diverse famiglie ci hanno scritto contrariate da una decisione che riteniamo lontana dai veri problemi della scuola. La scuola deve occuparsi prima di tutto dell’educazione e della crescita dei bambini, non di iniziative ideologiche”.