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Scuola Regione Lombardia, è scontro sulla riapertura

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È scontro politico in Lombardia sulla riapertura delle scuole. La Regione, che è stata dichiarata zona rossa, vede le scuole chiuse in presenza dalla seconda media in su. Una decisione che ha generato battaglia al Pirellone con la mozione presentata dalle opposizioni (il Pd in particolare) per chiedere il ritorno a scuola di almeno il 50% delle scuole superiori. Nella mozione anche altre richieste come il potenziamento del trasporto pubblico, vaccini al personale scolastico, presidi sanitari negli istituti e limitazione della Dad per le superiori anche in zona rossa.

La mozione però è stata respinta, causando l’ira di Paola Bocci firmataria del documento, che ha attaccato la giunta e il governatore Fontana colpevoli di ritenere la scuola un servizio non essenziale. “La Lombardia non è dalla parte dei ragazzi – ha dichiarato Bocci – ed è stata sconfessata due volte dal Tar che ha ritenuto la sua ordinanza sproporzionata e dannosa“.

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La risposta della maggioranza

Non si è fatta attendere la replica della maggioranza, con l’assessore all’istruzione Fabrizio Sala che ha spiegato quanto sia importante il rientro in classe, ma che ritiene la mozione sia di natura politica, mentre c’è chi rispedisce al mittente le accuse ricordando che è stato il governo Pd e M5S a relegare la Lombardia in zona rossa, con Dad obbligatoria per le superiori. Insomma un botta e risposta che avvelena il clima in seno alla Regione.

Il sindaco agli studenti

Intanto il sindaco di Milano Beppe Sala, che ha incontrato una delegazione di studenti del liceo Vittorio Veneto, si è detto convinto di una soluzione mista lezioni in presenza/Dad poiché le scuole sono chiuse da troppo tempo con differenze sociali e disparità inaccettabili.