“Abbiamo fortemente voluto la riforma del 4+2 e anche voluto trasformarla in riforma ordinamentale. Ha visto iscriversi al primo anno 11.500 giovani, gli iscritti sui tre anni sono più di 20.000. Contiamo, se ci sarà una progressione di questo tipo, fra cinque anni di avere nell’intero percorso quasi 100.000 iscritti“. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara torna a parlare di riforma tecnico-professionale, in particolare del rinnovato percorso della scuola secondaria 4+2, con il biennio finale assegnato agli Istituti tecnici superiori.
Nell’ultimo biennio, i numeri di iscritti al 4-2 non sono stati pari alle aspettative, ma nemmeno marginali. In occasione del Premio Maestro del Made in Italy, il titolare del Mim ha aggiunto che “sarebbe già un numero adeguato per rispondere alle tante richieste di tecnici specializzati che provengono dal mondo del lavoro”.
Quindi, sempre Valditara ha detto che quella che si realizza negli istituti tecnico-professionali per quattro anni e a seguire il biennio Its Academy è una formazione che opera “in stretta sinergia con il mondo dell’impresa per dare opportunità occupazionali ai nostri giovani.
Posso garantire – ha sottolineato Valditara – che c’è un bisogno di lavoro qualificato che oggi non viene ancora adeguatamente soddisfatto e che rappresenta una straordinaria opportunità per migliaia e migliaia di nostri giovani”.
Quindi, come già abbiamo riportato sulla ‘Tecnica della Scuola’, rispondendo ad una domanda su un’ipotetica riforma per eliminare la distinzione tra licei e istituti tecnici, Valditara ha detto che “dobbiamo ragionare in questo senso tenendo in conto che chi ha creato il liceo includeva anche materie di agronomia o zoologia. Perché allora noi non possiamo parlare di liceo agrario, chimico e via dicendo?”.
Valditara – nella stessa giornata in cui è stato interrotto da un gruppo di studenti delle Consulte studentesche, durante il suo intervento all’Istituto superiore Galilei di Roma – si è quindi soffermato anche sull’importanza del Premio Maestro del Made in Italy: “valorizza tanti maestri, del Made in Italy, della bellezza, della creatività, dell’impegno, del rigore di quella stupenda produzione italiana che ci rende famosi del mondo”.
È “un omaggio alla scuola italiana che crea tutti i giorni una formazione di alto livello. Se le nostre imprese sono così competitive è merito anche di quei straordinari tecnici, ingegneri e dipendenti che sono formati dalle scuole italiane”, ha concluso il Ministro.