Oggi, 24 luglio 2025, l’ufficiale giudiziario del Tribunale di Nola si è presentato in Corso Italia a Saviano (in provincia di Napoli) e ha notificato al dirigente scolastico l’avviso di sfratto esecutivo nei confronti dell’istituto Statale Secondario Superiore “Saviano- Marigliano Montalcini-Ferraris”.
La cosa ha dell’assurdo, visto che non si capisce proprio cosa c’entri il dirigente scolastico quando la responsabilità della fornitura, costruzione e manutenzione degli edifici scolastici degli istituti secondari superiori è della provincia e quindi in questo caso della città metropolitana di Napoli. E quindi del sindaco di Napoli.
L’intervento del Tribunale mette scuola, genitori, studenti e personale di fronte all’indifferenza e all’incuria degli enti preposti, e in particolare della Città metropolitana di Napoli.
L’edificio centrale dell’istituto, situato in Corso Italia 118 a Saviano ha cambiato proprietà da un paio di anni, e la proprietà reclama rinnovo del contratto scaduto a fine luglio 2024.
Forse ci saranno state richieste di aumento del canone di locazione o altri problemi di cui nessuno ha mai parlato con il dirigente. Comunque sia la proprietà, visto che la città Metropolitana di Napoli latitava, ha deciso di rivolgersi al giudice di Nola che gli dà ragione e intima alla città metropolitana di trovarsi un altro edificio. La consegna del verbale di sfratto fa emergere in maniera esplicita – dicono fonti della scuola sentite da Tecnica della Scuola “l’assenza di una strategia chiara da parte della Città metropolitana, l’incapacità di anticipare i problemi burocratici e logistici, e una gestione poco incisiva che hanno trasformato un potenziale disagio in una vera e propria crisi. Non si può accettare che la tutela del diritto allo studio e la stabilità di centinaia di famiglie vengano sacrificate sull’altare dell’inefficienza e della burocrazia”.
Il tutto – insomma – ha decisamente dell’assurdo. Del resto proprio a Nola, negli anni scorsi, sono stati sfrattati persino i Carabinieri.
Adesso la scuola, stando all’ingiunzione del Tribunale, ha meno di tre mesi per lasciare l’edificio storico e trovarsi una nuova sede. Aspettiamo di vedere che cosa farà la città metropolitana e come il diritto allo studio sarà garantito agli studenti. Di certo pensare al trasferimento della sede centrale di una scuola in tre mesi è pura follia. Non si tratta solo di spostare alunni e aule ma anche uffici, archivi storici, laboratori, server, documenti, personale amministrativo e tutti i loro strumenti di lavoro. Un teatro dell’assurdo.