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Scuola, università e voti. La proposta di Abravanel: eliminare i test di ingresso alle facoltà, utilizzando i test Invalsi

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Giovedì scorso il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato gli esiti della maturità. Sono aumenti i cento e lode in tutta Italia con una media del 5%. La Puglia è al comando nelle statistiche della maturità con 944 cento e lode, un po’ meno di tre volte dei 337 della Lombardia. La Campania ha avuto 12 studenti su 1.000 con 100 e lode. Il Lazio 10. La Calabria 20. Mentre nelle regioni del Nord, oltre ai 5 su mille della Lombardia, sono stati 8 su mille in Veneto e Piemonte.

 

Sul Corriere della Sera interessante analisi di Roger Abravanel, saggista italiano ed editorialista del quotidiano milanese, che scrive “dell’incapacità di certificare il merito degli studenti che si riversa su tutti i ragazzi che vedono poco giustificati le proprie ansie e il proprio impegno in un momento chiave della propria vita; e poi sugli studenti eccellenti del sud che il 100 e lode se lo meritano davvero e se lo vedono svalutato a livello nazionale. Infine sulla selezione alle università. Università che, non fidandosi dei voti di maturità, sono spinte ciascuna a farsi i propri test «fai da te» con tutti le conseguenze negative che ciò comporta sulle famiglie”.

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Abravanel propone di restituire dignità all’esame di maturità per ripagare le ansie e l’impegno degli studenti. Ma può anche servire a migliorare una volta per tutte l’attuale inefficace processo di selezione di accesso all’università. E per agevolare quei ragazzi eccellenti, che, indipendentemente dal loro ceto familiare, devono potere andare in università altrettanto eccellenti.

 

PROPOSTA – Ecco, allora, la proposta di Abravanel: “Eliminare i test di ingresso alle facoltà, utilizzando i test Invalsi. Una sperimentazione effettuata al Politecnico di Milano dimostra che è fattibile. Ci vogliono però esiti delle prove Invalsi della quarta superiore e non della quinta che arriverebbero troppo tardi per le iscrizioni all’università. Anche questo è fattibile perché già oggi un numero crescente di studenti ammessi al Politecnico di Milano e alla Bocconi sono stati selezionati con test preliminari in quarta superioreChi scrive sostiene da tempo che la «autovalutazione» non porta da nessuna parte; il numero di studenti di successo secondo test standard è invece un criterio obbiettivo per valutare la qualità di una scuola. Non solo, ma il previsto inserimento di Invalsi in inglese permette finalmente di valutare la qualità dell’insegnamento dell’inglese che in Italia ha una spaventosa variabilità (molti insegnanti di inglese non lo parlano affatto)”.