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Scuole dell’infanzia e Covid-19, le faq della FLC CGIL

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Le scuole dell’infanzia presentano indubbiamente delle caratteristiche che le distinguono dai restanti ordini di scuola, considerata l’età dei bambini. E anche la gestione dell’emergenza Covid, per forza di cose, ha seguito delle regole differenti, tanto che il MI ha emanato apposite linee guida per il sistema 0-6 anni.

In proposito, la FLC CGIL ha recentemente predisposto una serie di faq per rispondere ad alcune domande frequenti.

Quali sono i principali riferimenti per lo svolgimento in sicurezza delle attività in presenza nelle scuole dell’Infanzia?

  • Il Piano scuola 2020-2021;
  • Le indicazioni del CTS e dell’Istituto superiore della Sanità;
  • Il Documento di indirizzo e orientamento per la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e delle scuole d’infanzia (LINEE GUIDA 0-6)
  • Il Protocollo d’intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di Covid-19 nei servizi educativi e nelle scuole dell’infanzia

C’è un filo conduttore nei vari documenti?

Sì, in tutti i documenti si afferma la necessità che le attività educative avvengano in un complesso equilibrio tra sicurezza, in termini di contenimento del rischio di contagio, benessere socio emotivo delle bambine e dei bambini e dei lavoratori, qualità dei contesti e dei processi di apprendimento e rispetto dei diritti costituzionali all’istruzione e alla salute.

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Vengono individuate particolari soluzioni organizzative per la scuola dell’infanzia?

Sì. L’organizzazione cosiddetta “a bolle” è individuata come misura ottimale per limitare l’impatto di un eventuale contagio sulla comunità scolastica. Si tratta di prevedere gruppi a composizione stabile, assicurando la continuità di relazione con le figure adulte ed evitando l’utilizzo promiscuo degli stessi spazi da parte dei bambini di diversi gruppi.

Ci sono parametri specifici per la composizione delle “bolle”?

No. In molte situazioni, a causa dell’insufficienza degli organici e degli spazi, il numero di bolle corrisponde alle attuali sezioni, contravvenendo alla raccomandazione del CTS di limitare la composizione numerica dei gruppi, motivata dall’impossibilità di applicare nella scuola dell’infanzia altre misure di prevenzione invece possibili per studenti di età maggiore (distanziamento e mascherine).

È previsto un numero massimo di bambini nelle aule?

No. Nonostante l’indicazione del CTS di prevedere “criteri di riduzione del numero degli alunni contemporaneamente presenti in classe” e “un affollamento ulteriormente ridotto” rispetto agli ordini di scuola non è stata adottata alcuna modifica dei parametri numerici di formazione delle sezioni, che consentono di arrivare fino a 29 bambini (DPR 81/2009 art.9) Le linee guida affermano che occorre assicurare “l’accesso allo stesso numero di bambini accolto secondo le normali capienze”, nel rispetto delle norme tecniche per l’edilizia scolastica. Ricordiamo che tale normativa prevede uno spazio minimo di 1,80 mq per alunno e che le sezioni che accolgono alunni con disabilità in situazione di gravità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni.Sono stati previsti interventi per adeguare gli spazi alle esigenze di sicurezza connesse alla fase emergenziale e post emergenziale?
Sì, specifiche e straordinarie risorse sono state assegnate ai Comuni e alle scuole per interventi di adeguamento degli spazi scolastici e consentire lo svolgimento in condizioni di sicurezza dell’anno scolastico 2020/2021. Inoltre si raccomanda, per la scuola dell’infanzia in particolare, la valorizzazione e l’utilizzo degli spazi esterni con l’installazione, dove possibile e secondo necessità, di tensostrutture nei cortili. Si tratta di risorse in molti casi rimaste inutilizzate.

È stata modificata la normativa che impedisce di “chiamare” i supplenti fin dal primo giorno di assenza?

No. Nonostante nelle Linee Guida e nel Protocollo di sicurezza venga esplicitato l’impegno dell’Amministrazione a prevedere deroghe per le sostituzioni del personale docente e ATA, nulla è intervenuto a norma di legge. La possibilità di sostituire fin dal primo giorno è circoscritta all’organico cosiddetto “d’ emergenza”. È quindi più che mai opportuno che il Dirigente Scolastico faccia appello alla necessità di garantire e tutelare l’offerta formativa e le condizioni di sicurezza, nominando i supplenti fin dal primo giorno, come previsto dalla stessa L. 190/2014 per quanto riguarda i docenti e dalla CM 2116 del 30-09-2015 per quanto riguarda il personale ATA

È vero che nelle scuole dell’infanzia non sono previste le mascherine?

Sì, per quanto riguarda i bambini; gli adulti potranno invece indossare le mascherine, non essendo sempre possibile garantire il distanziamento. Inoltre, vista l’età degli alunni, le loro necessità di cura e di contatto anche fisico, è previsto per il personale l’utilizzo di ulteriori dispositivi di protezione individuale, oltre alle consuete mascherine chirurgiche: per esempio guanti in nitrile e dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose (visiere leggere).

Il personale scolastico deve provvedere personalmente a dotarsi dei DPI?

No. La scuola fornirà quotidianamente le mascherine di tipo chirurgico a tutto il personale e agli studenti, grazie alla fornitura di 11 milioni di dispositivi al giorno messi a disposizione dal Commissario straordinario per l’emergenza. Dovranno altresì essere forniti tutti i dispositivi “ulteriori” di protezione necessari a garantire la sicurezza dei lavoratori e dei bambini.

I documenti “ministeriali” affrontano la questione mensa in quanto momento di fondamentale importanza educativa che presenta particolari complessità organizzative e di gestione?

Sì. Le linee guida affermano che la refezione scolastica, in quanto esperienza di valorizzazione e crescita costante delle autonomie dei bambini, non può essere disattesa. Occorre evitare affollamento, mantenere i gruppi opportunamente separati e, se necessario, prevederne la turnazione. Nell’impossibilità di assicurare tali condizioni, il pasto può essere consumato in aula o negli spazi utilizzati per le attività ordinarie, garantendo l’opportuna aerazione e sanificazione degli ambienti e degli arredi utilizzati prima e dopo il consumo del pasto.
Per quanto riguarda la merenda, è consentito portarla da casa, se la scuola non prevede di fornirla, purché l’alimento, la bevanda e il contenitore siano sempre facilmente identificabili come appartenenti al singolo bambino.

È obbligatorio mantenere il riposo pomeridiano?

No. Già in condizioni ordinarie la normativa non dà indicazioni a riguardo, ogni istituzione scolastica decide in base alla propria organizzazione interna, ai bisogni delle bambine e dei bambini, alla disponibilità degli spazi. Gli stessi criteri devono orientare le scelte in questo anno scolastico. Le linee guida raccomandano che lo spazio riposo, dove presente, venga organizzato garantendo la pulizia approfondita della biancheria e degli ambienti e una costante aerazione, prima e dopo l’utilizzo

È possibile ridurre il tempo scuola per garantire la compresenza continua delle due insegnanti e consentire un maggior controllo e/o la suddivisione della sezione in piccoli gruppi?

No. Le linee guida prevedono che la scuola assicuri i consueti tempi di erogazione che, di norma, corrispondono a 8 ore per 5 giorni settimanali. L’unico modo per consentire di fare attività con piccoli gruppi di alunni sarebbe un adeguato aumento degli organici.

Sono confermati i servizi di pre e post scuola, laddove esistenti?

Sì, se ci sono le condizioni per rispettare le indicazioni organizzative generali, come per esempio la necessità di avere attività strutturate per gruppi/sezioni stabili, con i medesimi adulti di riferimento e nel rispetto delle regole previste per la riduzione del contagio.

Le norme di sicurezza impediscono la presenza dei genitori a scuola nella fase di accoglienza e ambientamento?
No, anzi è opportuno prevedere tempi e spazi per l’accoglienza e l’inserimento, con l’accompagnamento e la permanenza in struttura di un genitore o di altro adulto delegato, per i bambini neo-iscritti e in tutte le situazioni in cui gli insegnanti ne rilevino la necessità. È preferibile organizzare l’accoglienza negli spazi esterni facendo rispettare il distanziamento tra gli adulti. L’accesso per l’accompagnamento è previsto per un solo adulto, nel rispetto delle regole generali di prevenzione del contagio, incluso l’uso della mascherina durante tutta la permanenza a scuola.

È stata valutato il problema del sovraffollamento all’ingresso e all’uscita da scuola?

Sì. La fascia temporale di ingresso, già prima aperta e flessibile (che spesso raggiunge i 90 minuti: dalle 7,30 alle 9,00) potrà essere adeguata alle nuove condizioni, programmata e concordata con i genitori. Analogamente potrà avvenire per le fasce di uscita, al termine dell’orario scolastico.

Si possono portare giocattoli e altri oggetti da casa?

No, in linea di massima è opportuno evitare di portare oggetti o giochi da casa; se inevitabile, devono essere puliti accuratamente all’ingresso. Anche il materiale ludico didattico, gli oggetti e i giocattoli “della scuola” devono essere frequentemente puliti e assegnati in maniera esclusiva a specifici gruppi/sezioni

Ci sono disposizioni sulla gestione di cappotti, indumenti e zainetti?

No, non vi sono disposizioni in merito. Spesso le scuole dell’infanzia sono dotate di armadietti “singoli” in cui riporre cappotti, zaini e accessori personali. Alcune scuole, a seguito di revisione del DVR, hanno individuato soluzioni alternative per evitare contatto o sovrapposizione degli indumenti (appendiabiti adeguatamente distanziati, uso di ampi sacchi per contenere il cappotto, ecc)

Vengono suggeriti accorgimenti per evitare che, nell’assunzione delle nuove regole di sicurezza, si trasmettano paure e insicurezze?

Sì. Le insegnanti conoscono bene l’importanza delle regole e della cura nella relazione educativa e nei processi di crescita e sapranno trasformare il rito frequente dell’igiene delle mani, la protezione delle vie respiratorie, la distanza di cortesia, in nuove “routine” da vivere con serenità e giocosità.

La cosiddetta “didattica a distanza” rappresenta una prospettiva futura ancora possibile?

Sì, ma solo qualora ciò si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività in presenza a causa delle condizioni epidemiologiche contingenti. Cornice pedagogica e indicazioni operative sono delineate nel documento, elaborato dalla Commissione ministeriale per il sistema integrato, “Orientamenti pedagogici sui Legami educativi a Distanza. Un modo diverso per ‘fare’ nido e scuola dell’infanzia” al quale rimandano le Linee guida per la Didattica Digitale Integrata. Riteniamo che il documento possa offrire spunti di riflessione e suggerimenti operativi per tutti gli ordini di scuola

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