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Scuole insicure, lezioni in cortile: gli studenti non ci stanno e rimangono a casa

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Le lezioni riprendono in cortile. Ma non c’entrano nulla le temperature ancora abbondantemente estive: nell’istituto superiore Maggia di Stresa (Verbano-Cusio-Ossola), gli studenti che frequentano l’Alberghiero e i corsi per Tecnico del Turismo sono stati costretti ad accomodarsi in giardino perché l’istituto non è sicuro.

Gli studenti: servono 600 mila euro

Gli studenti, però, non l‘hanno presa bene. E si sono rifiutati di entrare a scuola.

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“Da tempo – scrive l’Ansa – era stata denunciata la situazione di fatiscenza, in particolare di due palazzi. Pochi giorni fa, nel coso di un consiglio provinciale, la dirigente scolastica aveva lanciato l’allarme. Una situazione confermata da una perizia tecnica che aveva segnalato “importanti criticità” in particolare per il plesso dell’Europeum e per quello del Rosmini”.

Servirebbero 600 mila euro per evitare la chiusura della scuola. Il presidente della Provincia, Stefano Costa, aveva spiegato l’ipotesi del ricollocamento degli studenti in altre sedi proponendo di attivarsi per far sì che le classi venissero ospitate al Palazzo dei Congressi o nella sede dismessa del vecchio ospedale. La questione dell’istituto Maggia è da alcuni anni al centro di discussioni tra la Provincia e il Comune di Stresa. Ma finora non è stata trovata una soluzione per la nuova sede dell’istituto.

Il disegno di legge “Scuole verdi” della senatrice Cirinnà (Pd)

La decisione di fare lezioni in giardino non avrebbe invece urtato la sensibilità della senatrice Pd Monica Cirinnà, prima firmataria, nei giorni scorsi, del disegno di legge “Scuole verdi”, che si propone di riqualificare l’edilizia scolastica in modo da far trascorrere agli alunni delle scuole primarie più tempo all’aperto grazie a giardini, orti e spazi verdi.

L’idea viene sostenuta da anni dalla Lipu, che in comunicato commenta favorevolmente l’iniziativa parlamentare. “A raccogliere l’appello della Lipu la senatrice del Partito democratico Monica Cirinnà – scrive la ong -, che, dopo essersi occupata del tema nella precedente legislatura, ha voluto ripresentare anche in quella in corso il disegno di legge, dal titolo Norme per lo sviluppo degli spazi verdi nell’edilizia scolastica”.

“Un’idea elaborata da tempo dalla Lipu che nasce pensando al movimento statunitense No child left inside, che ha ottenuto dal Governo degli Stati Uniti una legislazione e fondi per la formazione che assicurassero ai ragazzi tempo all’aperto in giardini e spazi verdi”.

Mastella lancia campagna “adotta la tua scuola sicura”

A prendere posizione contro le insicurezze degli stabili di molte scuole è stato invece Clemente Mastella, sindaco di Benevento, ex ministro della Giustizia, che ha lanciato una proposta per far fronte alle tante emergenze che riguardano gli edifici scolastici.

“Lo Stato, ed ancora di più le Regioni e i Comuni, non riescono a fronteggiare le richieste di investimento e manutenzione che arrivano dal mondo della scuola. Una situazione frustrante per le amministrazioni locali che non ottengono fondi derivati e non ne hanno a sufficienza per assicurare ai più piccoli un’adeguata cornice di sicurezza. Propongo – ha detto Mastella ospite in diretta a Fuorigioco, trasmissione radiofonica della Rai – di superare questo vicolo cieco mutuando una tipologia di intervento già sperimentato per altre attività, un’iniziativa che potremmo sintetizzare con un nome significativo: adotta una scuola. Una campagna di sponsorizzazione che investa ciascun territorio in ogni sua parte”.

Il sindaco di Benevento ha ribadito alcune modalità per prevenire possibili disparità territoriali: “E’ chiaro che ci si troverà sempre con più sponsor nelle ricche aree del Nord che nelle scuole di provincia del Sud, ma qui entrerebbe in gioco lo Stato capace di bilanciare con il proprio intervento le sperequazioni assicurando anche un ordine di priorità legato alle varie emergenze”.

“Si potrebbero immaginare diverse forme di intervento da parte di coloro più interessati. Una sponsorizzazione potrebbe essere legata ad una forma di visibilità, mentre in assenza di finanziatori si potrebbe immaginare un fondo dedicato sul quale far confluire tributi specifici: nessun genitore si sottrarrebbe e si potrebbe applicare un’aliquota proporzionale alle reali disponibilità delle famiglie”.