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Scuole occupate, la protesta si allarga in Italia: ecco tutti gli istituti in mobilitazione

Si allarga la protesta degli studenti nelle scuole italiane. Occupazioni, blocchi delle lezioni e assemblee interessano Torino, Roma, Napoli e Genova, con lo slogan “facciamo come in Francia“. Ecco il quadro aggiornato a oggi, 12 ottobre.

Torino: il fronte più esteso

La mobilitazione è partita il 5 ottobre con l’occupazione del liceo Regina Margherita e dell’istituto Carlo Ignazio Giulio, seguiti dal Sella Aalto Lagrange; al Gobetti è stata avviata l’autogestione. Oggi sono occupati anche il liceo Einstein e il Primo Liceo Artistico. Sono in sciopero gli studenti del Majorana e dell’Alfieri, mentre le lezioni risultano bloccate al Maxwell di Nichelino e in alcune succursali del Gioberti e del Regina Margherita. Assemblee straordinarie sono previste al D’Azeglio e al Ferraris. Il 9 ottobre oltre duecento studenti si erano riuniti davanti alla Città Metropolitana per chiedere interventi edilizi.

Roma: tre istituti occupati

Nella Capitale, dal 6 ottobre, risultano occupati il liceo Cavour, l’istituto tecnico Lattanzio e il liceo Tullio Levi Civita. Al Cavour la protesta è seguita ai provvedimenti disciplinari per un’azione contro Israele. Picchetti e assemblee anche all’Avogadro e al Newton, mentre gli studenti del liceo francese Chateaubriand hanno manifestato senza entrare in classe.

Napoli, Genova e Bologna

A Napoli, dopo il Tito Lucrezio Caro di Posillipo occupato la scorsa settimana, oggi sono stati occupati in contemporanea l’Umberto, il Mercalli, il Sannazaro e il Genovesi. Al Mercalli la dirigente ha formalizzato con una comunicazione lo stato di occupazione, parlando di interruzione di pubblico servizio, definizione che non costituisce un accertamento giudiziario. Secondo il documento, la scuola avrebbe proposto assemblee straordinarie e cogestione, senza trovare un accordo con gli occupanti. A Genova gli studenti del Gobetti hanno annunciato la prima occupazione cittadina. A Bologna un centinaio di studenti ha sfilato nel quartiere universitario.

Le richieste e i prossimi appuntamenti

Gli studenti denunciano infiltrazioni, impianti malfunzionanti e cantieri, contestano il decreto Scuola e il limite agli alunni stranieri e chiedono più fondi per l’istruzione e meno per le armi, con lo slogan “Soldi alla scuola, non alla guerra”. A Napoli il Caro contesta anche il progetto del Cpr di Castel Volturno. I prossimi appuntamenti sono lo sciopero studentesco del 16 ottobre e la mobilitazione generale del 30 ottobre.

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