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Aggiornato il 25.07.2025
alle 17:47

Se il 77% degli italiani usa l’IA, solo il 7% la conosce

Redazione

Secondo il Quinto Rapporto Ital Communications-IISFA (Associazione Italiana Digital Forensics) “L’Intelligenza Artificiale in Italia. Come sta cambiando la nostra società”, realizzato dall’Istituto Piepoli e presentato al Senato nei giorni scorsi, il 21% degli italiani è molto ottimista nei confronti degli sviluppi futuri dell’IA e il 77% dichiara di usare strumenti e applicativi, ma solo il 7% delle persone intervistate ammette di avere una conoscenza approfondita della materia.

La ricerca ha valutato il livello di conoscenza e gli effetti della IA sulla vita delle persone, la percezione d’uso di strumenti come l’IA Generativa e la sicurezza informatica nel loro utilizzo. 

Tra i temi affrontati- si legge su Italpress, -anche la privacy, la tutela dei dati, la disinformazione, le fake news.

Il 18% degli italiani, inoltre, sente di potersi affidare ai sistemi di IA, vedendo questa nuova tecnologia sia come un processo inarrestabile, sia come un valido supporto a molteplici aspetti della vita quotidiana e lavorativa. 

Rimane immutato, invece, il livello di conoscenza e competenza dichiarato dagli italiani, che rimane al 50%, mentre cresce l’interesse a migliorare la propria conoscenza sulla materia pari all’81%. 

Tuttavia il 27% sente  l’esigenza di implementare le proprie nozioni, mentre il 67% degli italiani ritiene l’I.A. una minaccia e quasi uno su quattro si dichiara molto preoccupato. Solo il 10% pensa di essere in grado di individuare questi rischi e le relative minacce, il 41%, al contrario, non è per niente sicuro. 

E ancora: il 40% dichiara di usarla più di prima e due su tre si dichiarano abbastanza soddisfatti. Inoltre il 60% delle persone afferma di sapere cosa sia l’I.A. e il 61% si affida a questa tecnologia che consente un aumento di velocità, di efficientare la produzione di testi, liberare spazio dal lavoro routinario per favorire la concentrazione sulla produzione creativa.

Infine, il 96% vede qualche tipo di criticità nelle fonti di informazione odierne, come la circolazione di fake news, l’affollamento delle notizie, le iperboli mediatiche, la difficile individuazione delle fonti, lo scarso approfondimento, l’enfasi sulle notizie negative, le scarse regole sui social media che porterebbero a una certa confusione e alla percezione di perdita di qualità, di controllo e di fiducia nei mezzi di comunicazione.

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