Un genitore di una bambina che frequenta una scuola primaria, ci chiede se è legittima la nota dirigenziale della scuola frequentata dalla figlia, in cui si dispone la chiusura dei servizi igienico-sanitari di due piani del plesso per un periodo necessario alla ristrutturazione dei bagni mal funzionanti e con carenze idrauliche evidenti. In tale nota, continua a speficare il genitore, si specifica che il disagio coinvolgerà oltre 10 classi di un plesso di un Istituto Comprensivo, che non potranno fare più uso dei servizi igienico-sanitari disponibili nei loro piani, ma dovranno utilizzare altri servizi predisposti tramite un piano di riorganizzazione.
Sulla legittimità della disposizione di chiusura dei bagni e riguardo il piano di riorganizzazione, bisognerebbe entrare nella specifica conoscenza delle carte e del numero di servizi igienico sanitari rispetto il numero delle classi, quindi non abbiamo elementi per potere dare una risposta al genitore. Invece è possibile ricordare quali sono i requisiti di legge, rispetto la questione del numero di servizi igienico-sanitari che una scuola deve possedere per essere al riparo da irregolarità o addirittura da interventi di decreti di chiusra della scuola per carenze igienico-sanitarie.
La normativa di riferimento per il numero di servizi igienico-sanitari che devono esserci in una scuola, è il Decreto Ministeriale del 18 dicembre 1975 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.29 del 2 febbraio 1976.
In questo DM è scritto: i) il numero di vasi per gli alunni dovrà essere di 3 per ogni sezione, per le scuole materne e di 1 per classe per gli altri tipi di scuole, oltre alcuni vasi supplementari per servire gli spazi lontani dalle aule. Il locale che contiene le latrine e le antilatrine deve essere illuminato ed aerato direttamente. Possono essere installati efficienti impianti di aerazione e ventilazione in sostituzione della aerazione diretta nell’antilatrina;
ii) le latrine debbono:
– essere separate per sesso, salvo che per la scuola materna;
– essere protette dai raggi diretti del sole, specie nelle regioni più calde;
– essere costituite da box, le cui pareti divisorie siano alte, salvo che per la scuola materna, non meno di 2,10 m e non più di 2,30 m;
– avere le porte apribili verso l’esterno della latrina, sollevate dal pavimento e munite di chiusura dall’interno, salvo che per la scuola materna, tale però che si possano aprire dall’esterno, in caso di emergenza;
– avere impianti col sistema a caduta d’acqua con cassetta di lavaggio o altro tipo equivalente, purché dotato di scarico automatico o comandato;
– avere le colonne di scarico munite di canne di ventilazione, prolungate al di sopra della copertura;
– avere le colonne di scarichi dei servizi igienici dimensionate in relazione agli apparecchi utilizzati, con possibilità di, ispezioni immediate;
– avere, preferibilmente, vasi del tipo misto a tazza allungata (a barchetta) e con poggiapiedi per essere usati anche alla turca; e dotati, inoltre, al piede della colonna di scarico, di un pozzetto formante chiusura idraulica;
iii) nel locale che contiene le latrine, se destinato ai maschi, saranno di norma collocati anche gli orinatoi, con opportunità schermatura tra l’uno o l’altro. I lavabi e gli eventuali lavapiedi debbono essere ad acqua grondante. Le fontanelle per bere, ubicate nei punti più accessibili, o nell’antilatrina, debbono essere dotati di acqua. sicuramente potabile, erogata a, getto parabolico.
iv) il locale latrine dovrà essere munito, sul pavimento, di un chiusino di scarico a sifone, ispezionabile e di una presa d’acqua con rubinetto portagomma per l’attacco di una lancia per l’effetto di acqua;
v) le docce possono essere tutte o in parte, ubicate nel nucleo dei servizi igienico-sanitari della palestra; esse debbono essere singole e munite di antidoccia singolo per i vestiti e per l’asciugamano. Esse debbono essere del tipo col piatto, a vaschetta e inoltre l’erogazione dell’acqua, deve avvenire, previa miscelazione automatica e regolabile tra calda e fredda, attraverso un soffione inclinato collocato in modo da investire non la testa, ma le spalle dell’allievo, che possa servire anche per il solo lavaggio dei piedi.
Le linee guida igieniche per le scuole non solo stabiliscono il numero di bagni, orinatoi o lavandini, come per altro indicato dal DM del 18 dicembre 1975 e sue successive modifiche, ma anche l’altezza di installazione dei singoli elementi dell’arredamento dei bagni. Oltre al comfort dei bambini che li utilizzano, è particolarmente importante la possibilità di insegnare e rispettare le regole di igiene personale. Uno dei requisiti fondamentali per la cura dell’igiene personale è proprio quello di avere un numero di bagni scolastici adeguato al numero delle classi, evitando che troppe classi abbiano uno stesso bagno e quindi rischiando l’aumento di infezioni o malattie dovute allo scarso igiene.
Non va dimenticato anche che le scuole devono tenere conto, maggiormente, dell’uso dei bagni da parte dei bambini con disabilità. Nel disporre la chiusura dei bagni e nel fare piani di riorganizzazione, si deve tenere conto dei bambini con disabilità e in particolare con disabilità motoria.
In situazioni del genere, ecco cosa dovrebbe fare un dirigente scoalstico: