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Si va verso la conferma del Salvaprecari

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Il silenzio sul Salvaprecari del prossimo anno scolastico, che tanto preoccupa i supplenti a rischio supplenze, sembra destinato a concludersi: nell’ultimo incontro pre-pasquale con i sindacati – finalizzato principalmente a definire le nuove modalità di aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento dei prof – “è stata consegnata una bozza del Decreto Ministeriale – ha fatto sapere la Flc-Cgil – in cui si prevede la possibilità, per gli inclusi, di spostarsi di provincia scegliendone una in cui essere inseriti ‘a pettine’”. Ma si è parlato anche di provvedimenti legislativi “di sostegno” che dovrebbero intervenire su diversi punti: si va dall’ipotesi di permanenza obbligatoria nella graduatoria provinciale per 5 anni dei neo immessi in ruolo, al prolungamento da due a tre anni della validità delle Graduatorie ad esaurimento (si manterrebbe, comunque, la possibilità di inserimento in Graduatoria di Circolo e di Istituto in una provincia diversa dalla Gae). Tra le possibilità che stanno prendendo corpo all’interno dei provvedimenti integrativi al riordino delle graduatorie figura poi l’intenzione di produrre una norma che escluda la scuola dall’applicazione della normativa europea a proposito dell’obbligo di assunzione dopo tre anni di contratti a termine su posto vacante.
Il Governo starebbe, inoltre, presentando una modifica di slittamento di un mese dell’attuale limite, il 31 luglio, per la stipula dei contratti a tempo indeterminato. Ed infine delle modifiche “al prossimo decreto – ha scritto nel suo resoconto la Flc-Cgil – relativo alle Graduatorie prioritarie”: indirettamente ciò significa, a proposito di questo ultimo punto, che il Salvaprecari si farà. Sui requisiti d’accesso che il Miur intende introdurre non trapelano notizie. Anche se si prevede una “stretta”, con un innalzamento dei due anni minimi, è probabile, comunque, che coloro che hanno già avuto accesso all’assegno (nell’ultimo anno oltre 20.000 tra docenti ed Ata, a cui mediamente è stato assegnato quasi il 50 per cento del mancato stipendio) potranno continuare a beneficiarne. Sempre che, invece, non tornino a firmare contratti annuali.
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