Home Attualità Silvia Chimienti (M5S): “Telecamere nelle scuole? No grazie!”

Silvia Chimienti (M5S): “Telecamere nelle scuole? No grazie!”

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L’ex deputata Silvia Chimenti del M5S risponde alla proposta espressa da Matteo Salvini  sul mettere le telecamere all’interno delle classi.

TELECAMERE NELLE SCUOLE, IL NO CONVINTO DI SILVIA CHIMIENTI M5S

“Nella scorsa legislatura abbiamo contrastato con forza il ddl della deputata di Forza Italia Gabriella Giammanco volto a inserire le telecamere negli asili.

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Oltre a costare miliardi di euro per installazione e manutenzione – miliardi che potrebbero essere destinati a misure molto più urgenti e sensate come la diminuzione del numero di alunni per classe – e a essere lesivo della privacy – come ha più volte sottolineato il Garante – è una misura totalmente inutile che non diminuirebbe assolutamente l’incidenza di casi di violenza o abusi sui minori.

Anche volendole installare ovunque (in ogni aula, mensa, bagno, corridoio di ogni asilo d’Italia) le telecamere a circuito chiuso non potrebbero in nessun caso essere una sorta di “grande fratello” per i genitori e le immagini potrebbero essere acquisite solo a seguito di denuncia e solo dalle forze dell’ordine (esattamente come già avviene oggi), non da comuni cittadini e non per “spiare” cosa fanno le maestre durante il giorno.

Il rapporto tra utenti – famiglie – e operatori – educatrici e maestre – si basa su una relazione umana di fiducia che difficilmente verrebbe promossa dalla logica del controllo e della diffidenza che una simile misura sottenderebbe.

Infine, ma non meno importante, il M5S ha contrastato con forza la video-sorveglianza dei lavoratori contenuta nel Jobs Act di Renzi. Non esiste.

Le nostre soluzioni, riassunte in una proposta di legge a mia prima firma, vanno invece nella direzione della prevenzione degli abusi e non nella sanzione a fatto compiuto o in una prevenzione che si realizza tramite strumenti di minaccia e di ricatto.

1) Équipe di specialisti (psicologi, educatori, esperti di prima infanzia) nelle scuole, a supporto del lavoro quotidiano di educatrici e maestre, in grado di individuare precocemente segnali di disagio

2) pensionamento anticipato, riconoscimento della professione come lavoro usurante e ricollocazione professionale dei lavoratori inidonei in mansioni meno stressanti

3) verifica periodica – annuale o biennale – dei requisiti psico-attitudinali e selezione rigorosa in ingresso (a seguito di formazione e verifiche incentrate su aspetti relazionali e pedagogici) di tutto il personale che lavora con minori o con soggetti deboli.

Qui il video della mia dichiarazione di voto, risalente a solo un anno fa:

https://youtu.be/mHebhW2GwxI

Queste sono proposte sensate.

Il resto è solo, come sempre, becero populismo senza visione e senza approfondimento.